Love Song for a Vampire…ovvero…perché vi consigliamo di NON guardare il Dracula della NBC

Ho molti difetti (c’è gente che potrebbe riempire un’enciclopedia con i miei difetti!), ma non pecco di buona volontà, quindi c’ho provato… c’ho provato davvero, ho guardato anche il secondo episodio oltre al pilot, ma “Dracula” della NBC è “una cacata pazzesca”! (Fantozzi, grazie per aver coniato una frase così pregnante per ogni stadio ed evento della vita!)

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Le ragioni di questa affermazione sono riconducibili a ogni aspetto del prodotto. Da cultrice del genere vampiresco, già la scelta del nome “Dracula” non mi aveva pienamente convinta, poiché tale scelta rappresenta un azzardo non indifferente: Dracula di Bram Stoker è la pietra miliare del genere e rapportarsi ad esso richiede una buona dose di timore referenziale, soprattutto se la descrizione ufficiale afferma di ispirarsi al romanzo, ma questa è una menzogna… la prima di una lunga serie. La serie NON si ispira al libro di Stoker, ma al film di Coppola del 1992. Il tema dell’amore che non muore mai, l’accento sulla natura romantica (nel senso di romanticismo storico soprattutto tedesco e non quello con gli occhi a cuoricini per intenderci!) di Dracula, sulla sua volontà di potenza sono tutti aspetti introdotti da Coppola nella sua rivisitazione del personaggio e della storia. Nel libro, Mina non è la reincarnazione della perduta moglie del conte, ma rappresenta la vita e il desiderio che Dracula brama egoisticamente.

E in questa primordiale menzogna sta il più grande errore di “Dracula” in questa ultima versione. Sì, perché questa serie tv è una truffa ai danni dello spettatore, poiché gli si vende un prodotto con un bel packaging, con una bella headline, ma privo del contenuto che lo spettatore si aspetta e pretende da esso. L’affezione dello spettatore a un prodotto filmico/televisivo si crea attraverso la giusta combinazione di aspettative, costruzione del racconto e messa in scena, ma come faccio ad affezionarmi a un prodotto che in fin dei conti non è quello che mi aspettavo che fosse?

Questo Dracula NON è Dracula, usa solo il nome di Dracula e degli altri personaggi, ma non ha nulla dello spirito del libro, nessuna analisi del subconscio umano, nessuna affezione nei confronti dei personaggi, nessuna carica emotiva, poiché non racconta nulla di nuovo, non reinventa nulla. Se non si fosse chiamato Dracula, mi sarebbe piaciuta sicuramente di più la storia di questo vampiro socialista e proletario che vuole ottenere la propria vendetta attraverso l’abbattimento delle lobby del petrolio che governavano l’Inghilterra e il mondo del XIX secolo. Anche la storia d’amore con Mina sarebbe piaciuta di più alla romanticona con gli occhi a cuoricino che è in me se non si fossero chiamati Dracula e Mina, perché il suo personaggio è forse quello costruito meglio, quello che nasconde l’unico spirito avanguardistico della serie: la sua volontà di divenire un chirurgo, professione prettamente maschile in una società retrograda come quella della fine dell’800.

Per non parlare di quella sana dose di sangue e violenza che una serie tv sui vampiri esige come tributo. Non vi è nulla in questo Dracula che mi disturba, che mi smuove le budella, che mi fa provare quell’attrazione/repulsione che il vampiro deve farmi vivere! Quando il Dracula di Gary Oldman in Bram Stoker’s Dracula di Coppola sussurra a Mina “vedimi, vedimi adesso”, non si sta rivolgendo solo all’amata, ma anche e soprattutto allo spettatore che non può fare a meno di guardarlo con occhi nuovi. Lo spettatore sa che egli è il male, ma non può fare a meno di guardarlo, di bearsi del suo fascino.

Il vampiro è la trasposizione contemporanea dell’incubus della mitologia romana, il demone che disturba il sogno delle dormienti e si accoppia con loro. Il vampiro è quella parte del nostro subconscio che ci spinge al primordiale, alle pulsioni intrinseche dell’uomo, la suzione da cui deriva la vita (si pensi al lattante che “succhia” dal seno della madre) e il sesso. Il vampiro rappresenta il non detto, il taciuto, il desiderio in tutta la sua forma. Il vampiro è tutto ciò che vorremmo essere e avere: l’eternità, il potere, l’amore eterno. E’ l’ossimoro tra la vita e la morte, non vivo e non morto al contempo. Il vampiro è il sesso, è l’orgasmo che non a caso in francese è definito “la petite mort”, la piccola morte.

Nel “Dracula” della NBC non vi è nulla di questo. Non avrebbero potuto scegliere attore peggiore di Johnathan Rhys-Meyers (qui nel ruolo anche di produttore) per il ruolo di Dracula, perché non solo ha l’espressività di un’ameba in salamoia, ma è totalmente privo di quel fascino ambiguo che Gary Oldman ha conferito al suo Dracula da snaturare la natura stessa del personaggio: Dracula non è un dandy socialista!

Potrei continuare a elencarvi altri motivi per NON guardare questa serie tv, ma sinceramente ho già sprecato circa 150 minuti della mia preziosa vita dietro a questa boiata pazzesca, quindi io mollo qui, abbandono la nave: preferisco affrontare gli squali che altri 8 episodi di questa accozzaglia chiamata “Dracula”. I vampiri sono altri e a grande richiesta (beh, insomma, a mio gusto sinceramente!) prossimamente non lasciatevi scappare la mia retrospettiva sul cinema e sulle serie tv con i vampiri!

Stay tuned e ricordate… Il vero amore non muore mai!

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Ps. L’immagine di Gary Oldman era obbligatoria: in questo modo avrete prove oggettive di quanto scritto sopra…non sono io a essere faziosa… è Gary a essere un modello insuperato e insuperabile!

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7 risposte a “Love Song for a Vampire…ovvero…perché vi consigliamo di NON guardare il Dracula della NBC

  1. L’amore non muore mai, soprattutto se l’eredità cinematografica usata come metro di paragone è il film di Coppola e quindi sticazzi, ma mi sento moralmente obbligata a fare la bacacazzo XD
    E pure ampiamente giustificata.
    RIVOGLIO I MIEI 40 MINUTI DEL PILOT CON GLI INTERESSI

  2. Finalmente qualcuno che la pensa come me!!! Se sento un’altra volta JRM fare lo pseudo-vampiro-fighetto con la voce da Batman dei poveri giuro che impazzisco!
    Condivido in pieno tutta la tua analisi (interessantissima peraltro) e da appassionata di fantasy e vampiri attendo con ansia di leggere la retrospettiva.
    -Nadia-

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