When I’m 64…ovvero…Se dovessi malauguratamente rinascere ancora donna,fatemi essere una di queste donne senza passare dal via!

Oggi mi sono svegliata grigia. No, non perché quella di ieri sia stata una nottata di bagordi,ma solo perché la mia meteoropatia si è risvegliata abbestia, fomentata da questo cielo grigio e piovoso post apocalittico che a Blade Runner ci fa un baffo! E come in tutte le giornate bigie e grigie, ripenso ai tempi della scuola. Non quelli dell’università. Non quelli del liceo, no, proprio quelli delle elementari. Quelli dei grembiuli blu col colletto bianco. Quelli  della cartella di Lady Lovely, del panino col prosciutto cotto all’intervallo. Quelli dei compiti a casa di storia, geografia e studi sociali… Che poi cosa siano gli studi sociali resta uno dei misteri di Fatima!

Ripenso a quel tema in classe che ha iniziato a rovinare la mia vita come quella di tutti i bambini, quella domanda che iniziano a farti appena sei in grado di comporre una frase più o meno di senso compiuto, ovvero “Cosa vuoi fare da grande?”

Parliamone,amicici,parliamone, perché che minchia ne potevo sapere a 6 anni di cosa avrei voluto fare da grande? Non lo so neanche ora, figuriamoci allora! Ho cambiato talmente tante “vite da grandi” nel corso dei miei sogni da fare invidia a Brachetti! Infatti “trasformista” avrei dovuto fare di secondo nome!

2brachetti

Alle elementari ero indecisa: avrei voluto fare l’insegnante o l’archeologa, ma ho desistito per il bene delle generazioni future (alla faccia di chi dice che sono egoista!), perché io sarei stata la reincarnazione della signorina Rottermaier e nessuno avrebbe passato l’esame di 5a elementare…che poi, li fanno ancora gli esami in 5a elementare? Mica lo so! L’archeologa…beh, scoprire che non è proprio come essere Indiana Jones ha contribuito all’abbandono…avrei voluto almeno la frusta, perdindirindina!

Alle medie è iniziata la consapevolezza…o meglio sono iniziate le manie di grandezza e allora vai con “voglio fare la filosofa!” Con quale tesi poi il mio genio incompreso avrebbe potuto rivoluzionare il pensiero postmoderno non è ancora dato saperlo. Forse il fangirlismo. Sì, decisamente il fangirlismo! Perché con il fangirl pensiero a Freud ci facevo una pippa! E io ce l’ho nei geni…il fangirlismo non Freud…Madre cerca concerti di Renato Zero su Youtube…buon sangue non mente!

Ma non è finita qui, signori, no! Pensavate di avere a che fare con una persona normale?! Ah, beata innocenza! A 18 anni la sottoscritta si vedeva come una giovane Oriana Fallaci. Ma non l’ultima Fallaci, quella delle pippe ideologico-religiose. No, no, no, sarei stata l’Oriana di “Niente e così sia”, di “Un Uomo”, l’Oriana bitch che intervista Khomeini e si toglie il chador, insomma una giornalista rompicoglioni, con le tette della zia Julie di Pennac però!

E poi infine è arrivato il cinema…croce e delizia…e allora fanculo l’insegnamento (tutti autodidatti e ciccia ar’ gatto!)! Fanculo la filosofia (anche se “professione: filosofa” ci sarebbe stata daddio sulla carta d’identità!)! Fanculo il giornalismo…in Italia poi…non siamo capaci neanche di avere un Watergate piccolo piccolo! No, da grande voglio fare Domenico Procacci! Che non è un lavoro, lo so, ma uno stile di vita!

Come? Cosa dite? Non ho i capelli bianchi? Beh, no…o meglio…qualche capello bianco c’è, ma di qui a diventare Miranda Priestly ce ne vuole! Posso sempre decolorarli… “No, Procacci non se li decolora”…Beh, forse no, ma non ci metterei la mano sul fuoco… Però tutto il resto ce l’ho, no? Come? 50 anni?! Ma che siete matti?!? Sarò anche una vecchia ciabatta, ma la menopausa no! Ho gli sbalzi di umore di una fangirl, sì, le vampate mi vengono solo quando Fassy decide che il nude look è tornato di moda, ma 50 anni anche no! Sono in quella fascia d’età, quella no men’s land tra la toy girl e la milf! Quindi?! Mi state dicendo che non posso essere Procacci? Certo che come tagliate le gambe voi alla gente nessuno mai!

Ok, allora dato che non posso essere Procacci, lasciatemi essere Clementine di Eternal Sunshine of the Spotless Mind, così almeno posso diventare peldicarota (è una nuova nuance…), posso lasciare The Truman Show per Frodo Baggins e posso dimenticare il 3 dicembre in day hospital! Oppure posso semplicemente chiedere all’uomo (quasi) perfetto di riscrivere il nostro finale e dirmi addio come Cristo comanda!

No, no, lasciatemi essere Isabelle di The Dreamers, perché chi non avrebbe pensato all’incesto avendo per fratello uno come Louis Garrel? E sì, George R.R. Martin, sì, proprio tu! Non hai inventato proprio nulla, perché prima di Cersei e Jaime ci sono stati Théo e Isabelle! Bertolucci 1 – 0 Martin, palla al centro!

Ma visto che siamo a Parigi, nei giorni dispari posso essere Jeanne di Ultimo Tango a Parigi? Perché a me Marlon Brando mi ha sempre fatto sangue, anche quando somigliava a Platinette! Che ci posso fare, a me il masculo piace stagionato…vintage…il toy boy l’ho avuto prima di Demi e Veronica (Ciccone, non Lario, malpensanti!), ora è diventato un oggetto di consumo quotidiano. E poi tutte le cose migliori della vita sono “invecchiate”: il vino, il sesso, il Grana Padano, Brad Pitt, Leonardo Di Caprio…cioè…Leonardo Di Caprio ha quasi 40 anni, santiddio! Sapevatelo!

Ok, no, ci sono, ci sono! Da grande voglio essere Penny Lane! No, non quella dei Beatles, gente! No, voglio essere la Penny Lane di Almost Famous! E badate bene, Penny Lane non è una groupie, lei un’aiuta-complessi!. Lei lavora per la musica. Lei si dedica alle persone, fa di loro i suoi “progetti”, li aiuta a sbocciare…che poi loro si disfino di lei con un calcio in culo vestito di blu e se ne pentano solo quando è ormai troppo tardi, beh…sono i rischi del mestiere! Ma volete mettere la soddisfazione di vedere il tuo “progetto” sulla copertina di Rolling Stone? Che poi il tuo “progetto” abbia la barba e i quadratini addominali di colui che nelle sue giornate migliori è Russell Hammond degli Stillwater (che non esistono, sappiatelo, senza perdere anni di ricerche come la sottoscritta!), beh, quello è solo un incentivo!

Perché i progetti, come i sogni, costano cari. Non credete a chi vi dice che sognare non costa nulla. No, amici, i sogni costano. Costano lacrime, sudore e sangue, ma ci piacciono proprio per questo. Se qualcuno mi chiedesse “Penny, cosa ti piace del tuo sogno?”, io gli risponderei semplicemente “Tutto”!

af-bus

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7 risposte a “When I’m 64…ovvero…Se dovessi malauguratamente rinascere ancora donna,fatemi essere una di queste donne senza passare dal via!

      • Ah, impresa altamente complessa! io provo a mettere nero su bianco post simili da quasi un anno ma a furia di disquisire sui fangirlismi poi m’incarto e finisco sempre su Tumblr o a leggere qualche fanfiction! XD

      • Eh,ma sono anni che porto avanti questa campagna e prima o poi le darò l’attenzione che merita!
        Le fanfiction sono una brutta bestia…sia quando le scrivi che quando le leggi…sono come un buco nero!

  1. Pingback: Roses from my friends…ovvero…Liebster Award again <3 | CineClan·

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