I don’t want that kind of forever in my life anymore…ovvero…le prime volte non si scordano mai!

Non molto tempo fa un uomo (quasi) perfetto mi ha detto che non ho memoria. Ok, non proprio in questi termini, la conversazione è stata più “complicata” e il preambolo a un tentativo di seduzione che, a posteriori, poteva anche venire meglio, ma il sunto era quello: ho una pessima memoria…secondo lui. E invece no, è proprio questo il mio problema. Io ricordo tutto, ricordo i compleanni, le password, i codici fiscali. Ricordo il numero di telefono fisso della mia migliore amica storica. Ricordo la data esatta del mio primo bacio (29/06/1996) e quella della mia prima volta. Ricordo la mia prima diera (fatevi spiegare da un lucchese cos’è): 12 marzo 1998, 5 amici, un falò in una pineta, un freddo porco e io in pantaloncini e canotta! Ricordo le sale cinematografiche dove ho visto i film che mi sono entrati nel cuore. Primo film a Milano? Facile! Apocalypse Now Redux, un sabato pomeriggio del novembre 2001 all’Odeon: sono entrata in sala alle 15 e ne sono uscita alle 19! Ricordo la partita IVA di tutte le società per cui ho lavorato.
Avere una memoria come la mia fa schifo! Vorrei avere una memoria che fa cagare, una di quelle che non ti fanno ricordare neanche il pin del bancomat, se non l’avessi tatuato in elfico sul palmo della mano…ecco, io me lo ricordo, ma è inutile…il saldo è sempre lo stesso da mesi!

Vorrei davvero avere una memoria a bagnarola, così potrei dimenticare la prima volta che l’ho incontrato, la prima volta che avrei voluto ucciderlo a mani nude, la prima canzone che abbiamo ascoltato insieme, la prima volta che mi ha stretto la mano, la prima volta che mi ha baciato…la prima volta che mi ha ferito intimamente…che poi, come ha scritto giustamente Nick Hornby ” noi siamo troppo cresciuti per rovinarci la vita a vicenda, e questo è un bene, non un male, per cui se non sei in classifica, non prenderla sul piano personale. Quei tempi sono passati, e che liberazione, cazzo; l’infelicità significava davvero qualcosa, allora. Adesso è solo una seccatura, un po’ come avere il raffreddore o essere al verde. Se volevi veramente incasinarmi, dovevi arrivare prima.” (ve l’abbiamo detto che Alta Fedeltà è il nostro spirito guida!)

Diciamocelo, le prime volte hanno il difetto di essere sottostimate, ma non per cattiveria! Perché se loro inviassero un “remind”, dei segnali di fumo, uno si organizzerebbe per tempo, onde evitare mise da barbone con residenza a Milano Centrale, lingerie stile primi ‘900 o, peggio ancora, dimostrazioni inconfutabili che la donna discende dalla scimmia nei posti meno indicati!
Se il nostro 5° senso e mezzo di dylaniana memoria facesse il suo sporco lavoro e ci facesse subdorare il tranello della prima volta di qualsiasi cosa, saremmo preparati all’inevitabile. Ci corazzeremmo ai complimenti, indosseremmo l’armatura del cinismo per non farci abbindolare dal fascino dell’imbonitore, ci cospargeremmo il capo di cenere prima dell’ennesima fregatura lavorativa. Insomma, la nostra vita sarebbe semplicemente più facile se le prime volte avessero il buongusto di palesarsi per quello che sono, senza travestirsi da giornate normali, perché poi una ci resta secca!

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Se Jo di Piccole Donne avesse saputo che, andando al laghetto, stava andando incontro al suo primo bacio e allo sputtanamento in grande stile del suo rapporto con Laurie, pensate che se ne sarebbe stata così placida, serena e sorridente nel suo candido vestito e con i capelli al vento mentre feriva inconsapevolmente a morte quel dono degli dei che porta il nome di Christian Bale? No! Se ne sarebbe stata china sulla sua scrivania a scribacchiare e avrebbe incontrato Laurie solo accompagnata da almeno una coppia di carabinieri a cavallo!
Se Sam avesse saputo che la sua curiosità e la sua fedeltà a Padron Frodo stavano per sconvolgere tutta la sua vita, se ne sarebbe stato in silenzio ad origliare la conversazione con Gandalf sotto la finestra? No! Se ne sarebbe stato a casa col suo vecchio Gaffiere a sognare di ballare con Rosie Cotton!
Se Bruce Wayne avesse saputo che la sua fottuta paura dei pipistrelli stava per renderlo un orfano bipolare e miliardario, pensate che avrebbe mai costretto i suoi genitori ad uscire dal teatro? No! Se la sarebbe fatta sotto e avrebbe aspettato la fine dello spettacolo!
Insomma, le prime volte ci fottono sempre! Ma non sono cattive, le disegnano così, altrimenti non sarebbero prime volte!

Pensiamo che il periodo della scoperta finisca con l’infanzia, ma non è così. Quelle sono solo le prime volte di rodaggio, quelle che fai con il secondo pilota, come fare la pratica della patente con l’istruttore. Poi ti danno un rettangolo di plastica rosa ed è come se sotto la tua foto segnaletica (quella dove non vieni MAI decentemente, come se le foto tessera avessero il potere di autoinciofecarsi appena scattate!) ci fosse scritto a caratteri cubitali “Mo’ so cazzi tua, bello!”.

Ed è inutile che pensiamo di essere ormai adulti e scafati, è inutile fare i fighi del bigonzo, perché le prime volte sono lì dietro l’angolo che aspettano pazientemente di sconvolgerci la vita. Nel bene e nel male. E ci saranno sempre telefonate che ti faranno battere il cuore perché inaspettate…certo, se una si ricordasse di aver impostato una suoneria personalizzata, sarebbe anche meglio! E ci saranno sempre ricordi che ci faranno sorridere anche in mezzo alla folla come fossimo schegge impazzite. E ci saranno sempre canzoni che ascolteremo e ci sembreranno nuove, diverse, pur avendo le stesse parole, perché siamo noi quelli cambiati e per il nostro nuovo io sarà sempre la prima volta.

E’ un po’ come rivedere Giovani,carini e disoccupati a distanza di anni. Il film è sempre lo stesso. La storia, i personaggi sono sempre gli stessi. Il finale è sempre lo stesso, non cambia mai. Sei tu a essere cambiato, sempre nuovo, sempre alla prima visione.

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Quando lo vedi la prima volta e hai 15/16 anni, ti vedi all’università a sbronzarti con gli amici e sogni di riscrivere il Kamasutra con l’Ethan Hawke bello e dannato di turno che sembra il fratello maggiore e figo dell’Ethan Hawke impacciato e goffo de L’attimo fuggente che non ti saresti mai fatta neanche sotto l’effetto di sostanza psicotrope pesanti!
Poi lo guardi a 24 anni e ti sei appena laureata e sei la Lelaina del discorso di laurea che continua a ripetere “La risposta è…non lo so”, perché davvero non sai chi sei… sei in quel limbo postmoderno tra il giovane e l’adulto, fatto di stage, praticantati, lavori non retribuiti e le sbronze con gli amici si fanno più rade ma più devastanti e inizi a pensare che forse Ben Stiller non è poi un cattivo partito. Non è bello come Ethan, ma è un tipo, ha una posizione…forse è un po’ stronzo, ma su quello ci si può lavorare…
E infine lo guardi a 30 anni e ti ritrovi a pensare che noi, la generazione X, la prima generazione incognita della storia (generazione Y, fatti da parte che ci siamo prima noi nella merda!), forse siamo davvero quelli che sanno apprezzare le piccole cose, perché quelle grandi (il successo, la carriera, i soldi, la famiglia del Mulino Bianco) non sappiamo neanche che faccia abbiano. Le abbiamo viste solo nei nostri genitori e c’hanno fatto bellamente cagare! E allora a noi basta ballare “My Sharona” in un supermercato con le poche persone che abbiamo scelto. A noi bastano davvero 5 dollari se abbiamo un po’ di conversazione e qualcuno da amare.
A noi basta fare l’alba ascoltando un po’ di bella musica, parlando e guardandoci negli occhi. E non vuol dire che ci siamo arresi e che usciamo di scena a testa bassa. Vuol dire solo che sappiamo di essere figli di almeno due generazioni di errori perpetrati pensando che il futuro fosse infinito e che i nostri padri e i nostri nonni vivono nella falsa percezione che l’eternità è dovuta loro.

Ecco perché amo le prime volte, perché la mia generazione è la generazione delle prime volte, del presente. Del vivere giorno per giorno, della gavetta della vita. Un passo alla volta, senza fretta…”e a domani ci pensiamo domani”.

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4 risposte a “I don’t want that kind of forever in my life anymore…ovvero…le prime volte non si scordano mai!

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