You’ll never walk alone…ovvero…fenomenologia di Michael Fassbender,perché se lo conosci lo eviti o forse no!

Oggi è sabato…domani non si va a scuola, diceva una vecchia canzone, e il sabato per noi over 30 è la giornata del relax…o almeno dovrebbe esserlo…se non hai una famiglia, se non lavori, se non aggiorni questo blog…insomma nel migliore dei mondi possibili il sabato dovrebbe essere la giornata perfetta, non la domenica…io odio la domenica! Sempre odiata sin dai tempi della scuola!
Quindi oggi niente riflessioni filosofiche, ma andiamo ad approfondire un fenomeno sociologico e di costume che si è sviluppato negli ultimi anni…ovvero…Michael Fassbender!

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Sì, signori, Michael Fassbender non è solo un attore, è un fenomeno sociologico; non è solo un uomo, è un’arma di distruzione di massa del genere femminile! Ma procediamo con ordine e andiamo ad analizzare il fenomeno, perché se lo conosci, lo eviti! Come vedete abbiamo a cuore il futuro del vostro sistema riproduttivo e della specie!
Il fenomeno Fassbender (Fassy o Michelino per gli amici) non è diventato fenomeno, è nato fenomeno! Già i suoi geni parlano da soli: mezzo tedesco e mezzo irlandese, cioè la fenomenologia del mezzosangue, dell’ibrido, miete vittime da millenni, è una scienza esatta!

E’ nato il 2 aprile 1977…Grande anno il 1977: Carosello va in pensione e la tv italiana diviene a colori, ma la Rai censura il Mistero Buffo di Dario Fo. Anni di piombo, è l’anno dell’arresto di Vallanzasca e dell’inizio del processo per la strage di Piazza Fontana. Muoiono la Callas ed Elvis, ma vengono pubblicati “The Clash” e “Never Mind the Bollocks” dei Sex Pistols. Escono al cinema Guerre Stellari, Incontri ravvicinati del III tipo e Io e Annie, ma soprattutto Rocky vince l’Oscar come Miglior Film, sbaragliando la concorrenza di Taxi Driver e Tutti gli uomini del Presidente.
E’ un Ariete (per chi crede negli oroscopi, lui e io saremmo astrologicamente perfetti insieme!) ed è alto 1,85 m, particolare non di poco conto per chi, diversamente alta come me, deve scegliere il maschio alfa più promettente al prosieguo e al miglioramento della specie! Ha dei fantastici capelli rossicci che, come ci insegna il vecchio Charlie (Xavier per gli amici) rappresentano una mutazione genetica, quindi ottima componente per il perpetrarsi dell’umanità! Inoltre, cosa non di poco conto, Fassy è come un tubino nero di Chanel: sta bene con tutto! Sta bene con la barba, i baffoni alla sparviero e glabro che più glabro non si può. Sta bene in completo scuro, sta bene in camicia, sta bene in jeans e maglietta…sta bene anche con la tutina anni ’60 degli X-Men santiddio!
E pensare che Fassy si impegna a essere un uomo qualunque, quasi ai limiti dello stereotipo! Gli piace il calcio (tifa Liverpool), giocava a calcio! Gli piacciono le moto (a 7 anni guidava i trattori!), le donne, fuma come un turco, ha girato anche una pubblicità per la Guinness! Insomma, l’uomo si impegna, ma non ce la fa ad essere meno adorabile!

Noi di Cineclan la sappiamo lunga (mica stiamo qua a pettinare le bambole!) e avevamo puntato Fassy sin dal lontano 2007, quando, con la chioma fluente al vento, predecessore di Chris “Thor” Hemsworth, ammazzava persiani come non ci fosse un domani con indosso solo delle mutande in 300…quando si dice “i brocchi e i vincenti si vedono alla partenza”…noi avremmo scommesso tutto sul suo talento e avremmo vinto, alla faccia di chi ci rinfacciava che il nostro interesse si concentrava solo sui quadratini…ve l’abbiamo detto che noi coniughiamo fangirlismo e critica di nicchia, miscredenti!

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E da quel lontano 2007 siamo state devote vestali del culto Fassbenderiano (neologismi mode ON). L’abbiamo adorato in tutti i modi, in tutti i ruoli, in tutti i laghi e in tutti i luoghi!
L’abbiamo amato quando se le dava di santa ragione con Keira Knightley in A dangerous method di Cronenberg. Per lui abbiamo visto una serie tv inglese priva di senso come Hex e siamo andate a recuperare Band of Brothers per capire come minchia ci fosse sfuggito in quell’occasione! Abbiamo sognato di mettergli una mano nei boccoli boccolosi di Rochester in Jane Eyre. Avremmo voluto dagli una mano ad ossigenarsi i capelli da solo per Prometheus. E’ stato il nostro critico cinematografico preferito in Bastardi senza gloria di Tarantino.

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Ma 3 sono stati i ruoli che l’hanno indissolubilmente legato al nostro amore: Bobby Sands in Hunger (2008) di Steve McQueen, Erik Lehnsherr ovvero Magneto in X-Men: L’inizio (2011) di  Matthew Vaughn e Brandon Sullivan in Shame (2011) sempre di McQueen.

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Su Shame è stato scritto di tutto e di più: il sesso, la dipendenza, il nudo frontale di Fassy, ma pochi si sono soffermati sul profondo senso di solitudine e smarrimento che traspare dalla storia. Lo sguardo in macchina di Brandon durante il rapporto a tre nel finale è la scena più bella di tutto il film. Quello sguardo, quella muta richiesta di amore, quella muta richiesta di aiuto ci strazia il cuore a ogni singola maledetta visione! Perché Brandon non è una brutta persona…viene solo da un brutto posto! E non a caso lo hanno premiato con la Coppa Volpi a Venezia nel 2011!
Hunger è stato uno dei più indimenticabili capodanno della mia vita! 31 dicembre 2011…Io e Fassy nel mio lettone a piangere calde lacrime di ribellione irlandese. Chissà perché nessuno ha avuto molto da ridire sul nudo di Michelino qui, perché vi assicuro, se non l’avete visto, che Fassy è nudo…tanto nudo anche qui!
E vogliamo davvero parlare di X-Men – L’inizio? Volete davvero che inizi a parlare della mitologia alla base del mondo Marvel e soprattutto del mondo degli X-Men? Volete che vi esponga la mia teoria angst intrinseca a tutto il filone?! No, certo che no, è sabato, l’abbiamo detto! E allora parliamo di Fassy che realizza il nostro desiderio inconscio di possedere Magneto in senso biblico, aspetto che nei precedenti film era solo attenuato dall’età e dall’essere irrimediabilmente gay di Ian McKellen! Parliamo del “bromance” più bello e appassionante e shipposo della storia dei fandom degli ultimi anni ovvero la coppia Erik Lehnsherr e Charles Xavier ovvero Michael Fassbender e James McAvoy dentro e fuori lo schermo!

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Perché sfido chiunque a non essersi alzata in piedi durante la discussione sulla spiaggia tra Erik e Charles e a non aver urlato “bambini, state zitti che mamma e papà stanno litigando”! E sull’ambiguità del rapporto tra Erik e Charles c’hanno giocato anche quei due lesi di Fassy e di McAvoy, dando vita a un fandom collaterale e a una ship gettonatissima sul web (provate a cercare MsFassy e fateci sapere!) che non smette mai di stupire e di stupirci!
E quindi viviamo nella spasmodica attesa del 2014, per la precisione il 23 maggio 2014 per poter andare al cinema e fangirlare non su una, ma su ben 2 generazioni di Erik Lehnsherr e Charles Xavier! Come si può non amarli?! ❤

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Ps. Per i neofiti del fandom: chiamasi “bromance” uno stretto rapporto, non sessuale, tra due o più uomini. È una forma di intimità omosociale, cioè un rapporto sociale non erotico tra persone dello stesso sesso. (Wikipedia sempre sia lodata!)
Che poi sul non erotico, io non ci metterei la mano sul fuoco…

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19 risposte a “You’ll never walk alone…ovvero…fenomenologia di Michael Fassbender,perché se lo conosci lo eviti o forse no!

  1. Un post su Fassy è oro per le mie orecchie: quest’uomo rasenta la perfezione ed è una manna per i fangirleggiamenti del mondo!
    Anch’io non vedo l’ora di vedere la bromance al quadrato di X-Men: DOFP, eppure l’uscita Fassbenderiana che attendo maggiormente in questo periodo è di gran lunga Twelve Years a Slave. Ci sarà meno da fangirleggiare ma io sento potentissime vibrazioni da Oscar…

  2. Pingback: If you want to ride a rainbow, come with me…ovvero…ancora un nuovo anno… | CineClan·

  3. Non fatico ad immaginare perchè Fassy riscuota tanto successo tra le femminucce ehehehe.
    Tuttavia vi posso assicurare che è tanto amato anche tra i maschietti: ovviamente non tanto per il bell’aspetto di cui mamma l’ha dotato, ma soprattutto per un talento veramente fuori dal comune. Anche nei film brutti (come Prometheus) le sue interpretazioni splendono bellissime. Straordinario.

  4. Pingback: I 20 film da non perdere nel 2016 | Lapinsù·

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