And if I fail what happens then…ovvero…recensione a malincuore di Thor -The Dark World

E mi ritrovo qui, all’1.30 di questa notte a dover scrivere l’ultima recensione che avrei mai voluto scrivere, perché…perché Thor – The Dark World non doveva essere così, mannacciallamiseria!

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No, mi immaginavo di tornare a casa e di dover scrivere un’ode al fangirlismo asgardiano, una serie di OMG! senza senso alcuno se non quello di celebrare un film che aspettavo da un anno e mezzo, ovvero da quando una “santa” donna (non scrivo nomi, ma TU sai chi sei!) mi disse che non potevo andare alla premiere di The Avengers senza aver visto Thor! Galeotto fu il film e colui che lo scrisse, poiché credo che il difetto ENORME, il peccato originale di Thor – The Dark World sia l’assenza di Kenneth Branagh.
Insomma, le aspettative altissime sono state deluse, perché nonostante il 3D, mi è sembrato di vedere piattamente in 2D e non per gli effetti speciali ineccepibili, ma per la costruzione della storia e soprattutto dei personaggi, ridotti a macchietta di se stessi. Sia chiaro, in alcuni punti si vede la mano di Joss Whedon, ma sembrano appunto pezze a colori giustapposte per evitare una completa débâcle!

La bellezza intrinseca dei fumetti della Marvel sta nell’approfondimento psicologico dei suoi personaggi, di tutti i suoi personaggi, che permette al lettore di provare empatia per personaggi irreali che apparentemente hanno poco a che fare con lui. In Thor – The Dark World non c’è psicologia, non c’è motivazione. La vendetta, motore immobile del 90% delle storie universali, non basta a spiegare un film di 2 ore, soprattutto se trattata in questo modo!
Gli elfi oscuri vogliono vendicarsi degli asgardiani, ok, va bene, ma possibile che non abbiano MAI cercato l’Aether in 5000 anni?! Malekith l’ha creato, quindi dovrebbe sapere che è impossibile distruggerlo! E possibile che in 5000 anni non gli sia mai sconfinferata l’idea di portarsi avanti con l’impresa in attesa della Convergenza? No, se ne sta ibernato buono buono ad aspettare. Ora, capisco che la vendetta è un piatto che va assaporato freddo e che occorrono ANNI per mettere a punto una vendetta degna di questo nome (non a caso Il Padrino è un altro nostro spirito guida, non dimenticatelo mai!), ma 5000 anni senza fare una cippa no!
Loki vuole vendicarsi praticamente di tutti, nessuno escluso (quando si dice la coerenza!), ma davvero credevano che qualcuno con un minimo di cervello avrebbe mai creduto  che il dolore per la perdita di Frigga fosse l’unica ragione per aiutare Thor? Quindi la “morte” di Loki non ha nessun senso, non crea empatia, è surreale! Solo quell’uomo non di concetto di Thor (e lo diciamo con tutto l’amore possibile!) poteva cascarci! Sapete cosa avrebbe fatto Loki, il vero Loki, il dio dell’astuzia, il grande ingannatore? Sarebbe sopravvissuto, avrebbe aiutato Thor a Londra, sarebbe tornato ad Asgard con tutti gli onori del caso e avrebbe atteso la decisione di Thor di non occupare il trono…oh, ma dimenticavo, in qualche modo bisognava lasciare il finale aperto per un Thor 3…scusate se credo nella narrativa e non nel franchising!

E a proposito di morti…Frigga?! Really?! E per salvare chi?! Jane “Inutilità fatta a donna” Foster! La compagna di un supereroe più inutile dell’universo! Io adoro Natalie Portman, ma tra Jane e Lady Sif…beh, non c’è paragone santiddio!
Anche nel caso della morte di Frigga niente emozione, niente empatia…scenograficamente e visivamente il funerale è stupendo, ma l’azione in sé, lo sviluppo narrativo fa schifo!

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L’unico barlume di speranza per la storia sembra essere il dialogo tra Thor e Loki nella prigione di Asgard, dove Loki dimostra il suo dolore e Thor di conoscere bene il fratello nonostante le loro divergenze. Ma è stato un momentaneo battito di ali, svanito nel nulla…l’unica cosa che hanno saputo fare con quel dolore e quella comprensione fraterna è stato usare Thor e Loki come comici da cabaret.

La potenza di The Avengers sta in quella mescolanza di comico e tragico naturale e spontanea, quell’aderenza alla vita vera in fin dei conti, chiarissima nella filmografia di Whedon. In Thor – The Dark World hanno usato Whedon e quella comicità senza inserirli in un contesto e la cosa è davvero triste, perché hanno svilito un contenuto narrativo che avrebbe infinite cose da dire.

Ma davvero credono che i fans siano così stupidi?! Pensavano di attirare più spettatori con Loki nelle vesti di giullare della compagnia?! Beh, non è così, spero non sia così, perché è svilente appartenere a un fandom dove si preferisce la risata facile e la pochezza alla storia.

Ad esempio, perché quella scena con Thor nudo? Qual è l’utilità di far vedere il protagonista nudo e con lo sguardo da fotoromanzo di Cioè dei bei tempi andati? Io adoro Chris Hemsworth, è universalmente noto come l’universo galileiano, ma davvero non ho capito quella scelta! Nel primo Thor, la scena shirtless aveva un senso, parlava del personaggio, era inserita in un contesto, ma qui no! E’ stato uno di quei momenti in cui mi sono sdoppiata tra la femmina e la donna. Le ovaie hanno fatto il triplo salto carpiato e arrotato, la mente ha solo esclamato WTF!?!

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Insomma, a nostro modesto parere questa seconda fase Marvel fa un po’ acqua da tutti i pori e iniziamo a temere l’arrivo di Captain America – The Winter Soldier che dovrebbe esordire nelle nostre sale il 26 marzo 2014.

A cosa attribuire questo sfacelo narrativo? Agli sceneggiatori? Ai registi? Allo zampino della Disney? Ai posteri l’ardua sentenza…

Ps. Cineclan è stato nominato per un altro Liebster Award…beh, che dire? Non ce l’aspettavamo e siamo onorati di questo piccolo risultato…presto le nuove risposte alle Q&A!

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17 risposte a “And if I fail what happens then…ovvero…recensione a malincuore di Thor -The Dark World

  1. Non ho visto Thor2 ma trovo incredibile come non solo la Disney con la Marvel abbia creato della gran merda, ma sia riuscita a togliere il senso anche ai vecchi film paramount e 20th Fox. Prendiamo a rapido esempio Ironman.
    Il primo buono, prometteva tantissimo, sopratutto ai fan, al punto che hanno perdonato lo scivolone del 2, col 3 ho pianto dall’angoscia.

    La Disney ha addirittura fanculizzato il filo logico delle trame precedenti.
    In Ironman 3 si fa asportare con una semplice operazione il reattore dal petto dopo che nel primo film è quasi morto per quello e nel secondo si è fatto un culo così creando addirittura un nuovo elemento… Dopo Ironman 3 sono allergico ai Marvisney.

  2. Sono pienamente d’accordo. Ormai l’unica preoccupazione sembra essere come incastrare tra loro i vari pezzi di franchise e come infilarci dentro più fanservice possibile…

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