[4 Chiacchiere con Cineclan] [I mestieri del cinema]…ovvero…When it’s callin’ me back home: intervista a Giulia Distefano

Come già preannunciato, Cineclan, lo sapete, è un blog di cinema sui generis e con oggi vogliamo continuare a stupirvi con effetti speciali! Inauguriamo una nuova rubrica…o meglio ampliamo la rubrica “4 Chicchiere con Cineclan” con “I mestieri del cinema”!
Avete mai letto i titoli di coda di un film fino alla fine? Fino a quando non compare la scritta “Nessun animale è stato maltrattato su questo set”? Se l’avete fatto, avrete letto sicuramente tutti quei nomi e quei ruoli e vi sarà capitato di chiedervi “Ma chi sarà mai il macchinista? E cosa farà su un set?!” Cineclan è qui per rispondere ai vostri dubbi amletici!
“I mestieri del cinema” sarà una serie di interviste ai ruoli più noti e a quelli meno noti che compongono una troupe cinematografica e questa settimana iniziamo col botto, perché abbiamo intervistato una cara amica di Cineclan che fa uno dei lavori più “sporchi” del cinema ovvero la segretaria di edizione! Se avete visto Boris vi è venuta subito in mente Itala, ammettetelo! Beh, diciamo che le cose non stanno proprio così…e Giulia è qui per raccontarcelo!

Giulia Distefano (no, nessun errore, il cognome è tutto attaccato!) l’abbiamo conosciuta tanto tempo fa, perché come noi ha iniziato con uno stage di 9 mesi (‘na gravidanza!) nella stessa casa di produzione nella quale ho iniziato io…una persona molto importante per entrambe ci ha fatto conoscere e da allora, quando il gioco si fa duro e i duri cominciano a giocare, lei è sempre stata la nostra fidata donna memoria…ma bando alle chiacchiere da bar e andiamo a iniziare…benvenuti a “I mestieri del cinema”!

479964_386158364796146_465172076_n – Giulia, noi ti conosciamo, ma gli amicici di Cineclan no, quindi presentati con una frase ad effetto!
Ciao! Sono la tua memoria! Ciò che dimenticherai tra 30 secondi io l’avrò raccolto e lo userò volentieri contro di te! (non è proprio solo una frase in effetti..)
(Infatti sembra più una minaccia!XD)

 – *Parte la sigla di Quark* In soldoni, chi è la segretaria di edizione? Qual è il suo ruolo in una troupe cinematografica?
Proverò ad essere breve, ma è una risposta che mi risulta sempre articolata. Dunque, è un membro del reparto regia di un prodotto audiovisivo principalmente di fiction. Ha molteplici funzioni che convergono nell’obiettivo finale di agevolare il lavoro del montatore. Compila i bollettini di edizione in cui sono segnati tutti i ciak girati e la loro valutazione da parte del regista, compresi gli appunti e le note in cui viene comunicato anche dagli altri reparti ciò che può essere utile sapere in post produzione. Ancora, deve possedere un quadro d’insieme della storia e controllare, durante le riprese, che dalla singola inquadratura all’intera scena, vengano rispettate la continuità e la coerenza in merito a tutti i linguaggi che il cinema usa: drammaturgia,costumi, trucco, scenografia, fotografia, suono ecc. E’ una figura necessaria proprio per il metodo produttivo della lavorazione di film e serie, ovvero le scene non vengono realizzate in ordine cronologico (in termini di consecutio temporum della vicenda raccontata), ma tutte sparpagliate nell’arco di parecchie settimane. Dunque mentre l’assemblaggio di inquadrature e scene che ci viene restituito quando guardiamo il film, ci fa percepire quella sequenza di azioni in un istante, un momento o pochi minuti, quando quelle inquadrature le si realizza, lo si fa in parecchie ore. Il campo lungo prima del campo medio, prima del primo piano, e si deve stare attenti a ricordare com’è la messa in scena, i movimenti dell’attore, le battute, in modo da poter ripeterli uguali in ogni inquadratura di taglio diverso che quella scena prevede, così al montaggio questi pezzettini messi insieme verranno percepiti come amalgamati e non disturberanno l’occhio dello spettatore, alfabetizzato a precise regole di racconto che resistono anche alle sperimentazioni contemporanee. Ogni reparto deve lavorare con questo obiettivo, ma è la segretaria di edizione a supervisionare che ciò avvenga, è la memoria del film. Infine deve anche riferire agli organizzatori ogni questione rilevante che sopraggiunge durante la lavorazione e che influisce sui tempi, i modi, e i costi delle riprese.

– Segretaria di edizione si nasce o si diventa?
E’ sicuramente essenziale essere precisi e concentrati ma lo si può diventare anche se non si possiede il talento naturale di John Nash (Russel Crowe in A beautiful mind per intenderci)! La memoria si esercita e si addomestica, e man mano che si fa esperienza di set si comprende quanto vada manovrata, ovvero non serve concentrarsi su tutto indistintamente, ma fare attenzione su quegli elementi specifici che concatenati ad altri per messa in scena o solo sul piano semantico,servirà ricordare. Ci sono gli strumenti ricorrenti (la sacra penna, il cronometro, l’essenziale macchina fotografica) ma poi ognuno ha il suo metodo. Con il passaggio al digitale e con tutti questi nuovi aggeggi infernali come l’Ipad ad esempio, c’è da sbizzarrirsi.

– Quindi tu come ci sei arrivata su quello sgabellino?
Ode allo sgabellino! Sì, perché non è mica una questione di pigrizia! Noi lavoriamo sedute! Altrimenti come si fa a scrivere e ad annotare?! Sedute in qualsiasi modo, anche appollaiate sotto la macchina da presa quando risulta più comodo guardare la scena da lì. Ai tempi dell’università son stata segretaria di edizione per un periodo in una televisione locale in cui giravano una sit-com, ma una volta a Roma dopo il corso di regia, capii subito che prima di progetti personali da regista, sarebbe stato essenziale esplorare questo mondo, vivere i set, le società di produzione, conoscere le persone, quindi ho inizialmente fatto uno stage in una società di produzione per qualche mese, finita quell’esperienza un altro produttore che era anche regista in procinto di partire con il suo film nel 2009, mi ha preso sotto la sua ala. In particolar modo a Maria Cristina Marolla, segretaria di edizione ma produttrice in quel progetto, devo tutto. Mi ha insegnato il mestiere e mi ha catapultata sul set dopo sole due settimane di “formazione”. Fortunatamente ero circondata da professionisti navigati, quindi sicuramente certe distrazioni sono state camuffate dall’impeccabile lavoro dei reparti.

– Che differenze ci sono tra la pellicola e il digitale nel tuo lavoro?
Ce n’è una essenziale che riguarda il tempo. Un altro dei compiti della segretaria di edizione è quello di monitorare la durata del film. La si presume prima di girare, poi la si calcola durante le riprese. E’ importante capire progressivamente quanto durerà il film perché è una caratteristica che spesso vincola la distribuzione. Con la pellicola questa operazione andava di pari passo al monitoraggio del suo consumo. La segretaria di edizione calcolando la durata dell’inquadratura, immediatamente convertiva i minuti e i secondi in metri di pellicola adoperata, e controllava a fine giornata insieme al reparto fotografia, quanti metri per ogni pizza erano stati impiegati, quindi quanti ne rimanevano e di conseguenza, sulla base delle pizze a disposizione per il film, quanto tempo di storia era ancora possibile raccontare. Essendo un materiale molto costoso, accorgersi che si stava esagerando, influenzava il comportamento della regia per il resto della lavorazione. Con il digitale si è liberi di raccogliere materiale in grandi quantità, per poi accorciare i tempi al montaggio, perché è un supporto che ha abbassato fortemente i costi. Un intero film può essere realizzato con poche schede di memoria riutilizzabili.

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– Potessi tornare indietro, sceglieresti ancora di fare la segretaria di edizione?
Tornassi indietro andrei a lavorare nei campi!
A parte gli scherzi, dilaga una così forte insoddisfazione tra i miei coetanei, uno sconforto generale in qualsiasi settore si cresca e si lavori, che mi fa riflettere su quanto l’opportunità (quando te la danno) di lavorare con le storie, la fantasia, sia una grande fortuna in termini di nutrimento del pensiero e finisco per rispondere che sì, lo rifarei.
La mia figura rispetto agli altri reparti ha lo svantaggio di rappresentare quasi un reparto a sé, nel senso che in merito alla divisione dei compiti all’interno della squadra di regia, quelli della segretaria di edizione prevedono un lavoro solitario. Gli altri reparti sono vere e proprie squadre ed è quello che un po’ gli invidio, ma basta che passi la prima settimana dall’inizio delle riprese, e ti senti un po’ al centro del mondo. Le scene si accumulano, i dettagli si perdono, e tutti vengono a chiedere a te! “Quante scene abbiamo girato? Qual era la battuta? Il cappotto infilato o no? Il vaso più a destra o a sinistra?” E’ bello.

– E se ti proponessero di cambiare reparto, quale sceglieresti?
Il lavoro dello scenografo mi affascina moltissimo, soprattutto quando si ha la possibilità di ricostruire ambienti di altre epoche oppure quando è necessario un lavoro cervellotico su come trasformare certi ambienti in modo da farli sembrare completamente diversi.

– Hai un desiderio professionale “proibito”? Un sogno nel cassetto?
Non ho abbandonato il sogno della regia, ma ogni cosa a suo tempo.

– Un bilancio del 2013 e i progetti per il 2014
Il 2013 mi ha regalato due incontri spettacolari: ho avuto la fortuna di lavorare con Carmen Maura, la grande attrice di Almodovar, e con Rudger Hauer, il replicante di Blade Runner! Esperienze così ti sollevano da quel costante e sottile sconforto che ti porti dietro quando cerchi di barcamenarti nell’industria culturale italiana. Spero che questi film, nati e pensati in Italia ma con respiro internazionale, abbiano una bella vita una volta pronti. E spero soprattutto che il 2014 mi riservi altre sorprese così.

– Orson Welles ha detto “Il cinema è un mestiere… Nulla può essere paragonato al cinema. Il cinema appartiene al nostro tempo. E’ la cosa da fare”. Perché Giulia fa cinema oggi?
Citando un grande film recente, ti dico che lo faccio per la bellezza del gesto.
Sperando di coglierla sempre, resistendo a tutta questa spazzatura in circolazione che sempre di più risucchia le opportunità.

E infine… il Cineclan game! Dicci 3 film, 3 libri, 3 canzoni e 3 serie tv che hanno influenzato la tua vita e che vorresti consigliare ai lettori di Cineclan.
3 film: Eternal sunshine of the spotless mind (Michel Gondry), Le invasioni barbariche (Denys Arcand), La ragazza sul ponte ( Patrice Leconte)
3 libri: ‘Opinion di un clown’ di Heinrich boll, ‘Libro dell’inquietudine’ di Fernando Pessoa, ‘La caduta nel tempo’ Emil Cioran
3 canzoni: ‘Don’t fade away’ Dead can dance, ‘A life all mine’ The Gathering, ‘Baby I’m gonna leave you’ Led Zeppelin
3 serie tv: guardo pochissime serie tv quindi non ho una top 3 ma ne segnalo una che mi ha colpito moltissimo e che ho seguito con molta empatia: Black Mirror.

Cos’altro aggiungere? Nulla, perché Giulia è stata preziosissima!
Salutiamo e ringraziamo Giulia per la disponibilità, con l’augurio che la prossima volta che andrete al cinema resterete seduti ben oltre la parola “The End”, perché il cinema è soprattutto tutti quei nomi nei titoli di coda!

Alla prossima settimana!

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