Somehow this don’t feel like home anymore…ovvero…recensione a margine di American Hustle (David O. Russell, 2013)

Ora inizia quel periodo dell’anno, di OGNI mio anno, in cui star dietro alla vita vera diverrà molto complicato e la risposta alla vostra espressione perplessa sta in una sola parola: “Awards”. Sì, perché è iniziato il periodo dei premi (di qualsiasi tipo di premio!) che per me si concluderà solo il 2 marzo con la notte degli Oscar. E allora inizia la corsa al recupero dei film candidati con ogni mezzo mente umana possa concepire!
Inizieranno le nottate in bianco bestemmiando in tutte le lingue del mondo per seguire le premiazioni con lo streaming che salta neanche avesse il singhiozzo. Inizierò ad avere vuoti di memoria sugli episodi da vedere delle 7854628910 serie tv che seguo (beh, non sono così tante, mi si è solo inceppato il dito sul tastierino numerico…), perché non riuscirò a tenere il passo (benedetti siano gli dei antichi e nuovi per GetGlue!). Inizierò a sognare in inglese con conseguenti problemi di dislessia con la madrelingua. Inizierò a insultare la Praderio come non ci fosse un domani… Non che di solito non lo faccia, è solo che lo faccio meno nel resto dell’anno! Insomma, la mia mania ossessivo-compulsiva si tingerà di sociopatia più di quanto già non faccia!

E iniziamo questa maratona con American Hustle, in vista anche dei Golden Globes di domenica dove l’ultimo lavoro di David O. Russell è candidato a 7 premi!

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Ambientato nel seducente mondo di uno dei più sbalorditivi scandali che hanno scosso gli Stati Uniti, American Hustle racconta la storia di un brillante impostore, Irving Rosenfeld (Christian Bale), che, insieme alla sua scaltra amante britannica Sydney Prosser (Amy Adams), viene obbligato a lavorare per un agente dell’FBI fuori controllo, Richie DiMaso (Bradley Cooper). DiMaso li catapulta in un mondo di faccendieri, intermediari del potere, mafiosi… un mondo tanto pericoloso quanto affascinante. Jeremy Renner è Carmine Polito, un volubile e influenzabile politico del New Jersey, stretto tra la morsa dei truffatori e dei federali, mentre l’imprevedibile moglie di Irving, Rosalyn (Jennifer Lawrence), potrebbe essere l’elemento che farà crollare il castello di finzioni.
USCITA CINEMA: 01/01/2014
GENERE: Thriller
REGIA: David O. Russell
SCENEGGIATURA: Eric Singer
ATTORI: Bradley Cooper, Christian Bale, Jennifer Lawrence, Robert De Niro, Amy Adams, Jeremy Renner, Jack Huston, Louis C.K., Michael Peña, Alessandro Nivola, Dawn Olivieri, Colleen Camp, Anthony Zerbe, Erica McDermott, Adrian Martinez, Melissa McMeekin
FOTOGRAFIA: Linus Sandgren
PRODUZIONE: Annapurna Pictures, Atlas Entertainment
DISTRIBUZIONE: Eagle Pictures
PAESE: USA 2013
DURATA: 138 Min
FORMATO: Colore
(Scheda da Cooming Soon)

Partiamo da un dato di fatto: pensavo che American Hustle potesse soppiantare The Fighter nella mia classifica, ma niente di fatto… il film del 2010 (che è valso un Oscar al mio Christian Bale) resta lì a stringersi il primo premio. Sarà per la boxe? Sarà per il mio essere Queen in the Angst? Non lo so, ma American Hustle mi è piaciuto più di Silver Linings Playbook…almeno una cosa la so!
Il film prende spunto da una vera operazione dell’FBI svoltasi tra il 1978 e il 1980.  La forza del film non sta nella perfetta ricostruzione storica o nella complessità della storia (che a dir la verità a tratti appare debole), ma risiede tutta nel cast perfetto, nella regia puntuale e nella profonda riflessione sulla dicotomia realtà/finzione…infatti il film si apre con la scritta «alcuni di questi fatti sono realmente accaduti».
American Hustle si muove, come tutta la filmografia di Russell, sul crinale  e tra le pieghe dei grigi della vita. Niente bianco e nero, niente buono e cattivo, “la vita è una scala di grigi”, afferma Irving.  Tutti imbrogliano tutti in American Hustle, ma soprattutto tutti imbrogliano se stessi. I personaggi sono solitudini che collidono e si scontrano e l’unico modo che trovano per sfuggire a questa solitudine è mentire su chi sono, su cosa vogliono, su cosa provano: “Stiamo tutti imbrogliando noi stessi solo per poter tirare avanti”.
Ricco di citazioni sino a essere uno specchio deformato del cinema che Russell ama, si fregia di avere un cameo di Robert De Niro che mi ha lasciata spiazzata, perché non accreditato…non vi dico qual è il suo ruolo…so che tra voi ci sono persecutori dello spoiler libero! E cosa dire del cast? Christian Bale, appesantito da 20 kg di ciccia strabordante e con un improponibile riporto, brilla di quella particolare luce che solo i grandi emanano. Gigionesco e sofferto (sì, sofferto!), un truffatore truffato da coloro che lo circondano: la moglie, l’amante, l’agente dell’FBI interpretato da Bradley Cooper che, con tutto l’amore e il sentimento, resta una spanna sotto! L’unica che riesce a tenere testa a Bale è lei, la Jennifer internazionale per eccellenza, la Lawrence che, affascinante, sboccata, fragile e sopra le righe, regala allo spettatore una delle sue migliori performance!
Ok, sono stata troppo seria sino a ora e vi do altri 3 motivi trash e fangirleschi al punto giusto per guardarlo: 1) le acconciature…cioè, parliamone…Bradley Cooper con i bigodini è quanto di più macho una donna con i capelli corti possa chiedere! Per non parlare del ciuffo alla Elvis di Jeremy Renner! 2) Christian Bale e Jeremy Renner ciucchi come non mai che cantano Delilah di Tom Jones; 3) Bradley Cooper vestito come Tony Manero in discoteca!
Ah, la colonna sonora è FENOMENALE! Ne volete un assaggio? Eccolo!

E infine ricordate…”La gente crede a quello che vuole credere”…

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15 risposte a “Somehow this don’t feel like home anymore…ovvero…recensione a margine di American Hustle (David O. Russell, 2013)

  1. American Hustle é un classico film di David O. Russell: sceneggiatura di ferro, interpretazioni impeccabili, ritmo incalzante, uso intelligente della colonna sonora… oltre ad essere perfetti tecnicamente, hanno anche una loro anima, un entusiasmo che tracima dalla prima all’ ultima scena. Sono film fatti con il cervello e con il cuore, dando il giusto spazio sia all’ uno che all’ altro.
    A mio giudizio in American Hustle offre un’ ottima interpretazione anche Amy Adams, che per me é stata una vera sorpresa. Non perché dubitassi della sua bravura (chiunque l’ abbia vista ne Il dubbio ne sarà rimasto folgorato), ma perché la ritenevo troppo brava ragazza, e quindi completamente fuori parte nel ruolo della femme fatale. E invece ha dimostrato che, come tutte le grandi attrici, é in grado di interpretare qualsiasi tipo di ruolo. Sarebbe un delitto non certificare il suo status di attrice completa con uno scintillante Oscar.

    • D’accordissimo con te per quanto riguarda Amy Adams,ma sappiamo bene che l’Academy non sempre ragiona come noi spettatori…aspettiamo il 16 gennaio per le nomination e…incrociamo le dita!
      Grazie mille per il commento! 😀

      • Hai ragione, ma purtroppo molti bloggers non hanno l’ educazione di rispondere ai commenti, e quindi quando qualcuno si distingue in positivo e replica al mio commento mi sento in dovere di ringraziarlo. Anche io ho scritto un post su American Hustle: anche se é molto meno dettagliato del tuo, spero che ti piacerà. A presto! : )

      • Il mio dettagliato?!?!Posso citarti per le referenze?*w*
        Grazie ancora e ti assicuro che da me avrai sempre delle risposte…anche perché sono logorroica!XD

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