New car,caviar,four star daydream,think I’ll buy me a football team…ovvero…”The Wolf of Wall Street” è stupefacente alla faccia di chi gli vuole male!

Si sa che la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni e io ci provo in questo periodo dell’anno a isolarmi dal mondo, soprattutto dalla Praderio, perché poi lo so che mi incazzerò come una biscia alla prima stronzata che spara in quei servizi che, secondo lei, sono di cinema e invece sono servizi di costume e gossip un filino meglio di quelli di Studio Aperto! Ma lei si intrufola nella mia vita a pranzo e a cena quando lo scettro del potere catodico è in mano a mio padre e io ci provo a ignorarla, ma è impossibile, perché sinceramente lei non capisce nulla di cinema! tumblr_m37dazsXh41qlb5nkNon che io sia il Canova della situazione, ma sicuramente non avrei iniziato il servizio sull’uscita in sala di The Wolf of Wall Street con la storia delle polemiche delle vittime di Belfort! Perché se solo avesse un minimo di conoscenza del cinema americano dalla New Hollywood e soprattutto di quello di Scorsese, si sarebbe resa conto da sola che The Wolf of Wall Street NON è un’esaltazione del comportamento di Jordan Belfort (il personaggio interpretato magistralmente da Leonardo Di Caprio), del suo stile di vita. Al contrario. Jordan Belfort è l’ennesimo loser di cui è costellata tutta la filmografia di Scorsese.

Le parabole esistenziali di tutti i personaggi scorsesiani sono tutte costruite sotto il segno “meno”, sono tutte apologie della perdita. Che siano i beni materiali o gli affetti, tutti perdono qualcosa. Che sia un’alternativa di vita come accade al Cristo sulla croce di L’Ultima Tentazione di Cristo o i sogni come quelli di Alice non abita più qui, tutti perdono qualcosa (se non tutto…) a causa delle proprie scelte. Ed è con queste che dovranno fare i conti prima o poi…tutti quanti!
Scorsese non giudica i propri personaggi…li lascia liberi di scegliere, di sbagliare, di perdere. Il giudizio morale non è nel suo occhio ma in quello dello spettatore.

BLyVsfjCUAEw3U_ Jordan Belfort non nasce “lupo”, lo diventa. Anche lui ha degli scrupoli all’inizio, ma sceglie di metterli a tacere per interesse, perché homo homini lupus non a caso e in una società dove “se non sei qualcuno, non sei nessuno”, la maschera sociale viene prima di ciò che si ritiene giusto. Scorsese ha ben chiara l’influenza che la società consumistica ha sull’essere umano sin dai tempi di Taxi Driver, la cui tag line non ha caso diceva: “In ogni strada di questo paese c’è un nessuno che sogna di diventare qualcuno. È un uomo dimenticato e solitario che deve disperatamente provare di essere vivo.”

Jordan diventa un avido figlio di puttana, ma perde lentamente tutto: la prima moglie che gli era stata accanto nella gavetta, la seconda moglie e i due figli; viene tradito da quello che credeva il suo miglior amico proprio quando compie l’unica azione “buona” del film ovvero salvarlo da un’incriminazione!

E alla fine Jordan si ritrova solo a dover fare i conti con il proprio passato e allora sfrutta quello che ha per restare a galla, quella sua capacità di vendere (come diremmo in Italia) “il ghiaccio agli eschimesi”. E la sala è gremita di gente, perché tutti in fin dei conti vorremmo essere Jordan Belfort anche solo per i famosi 15 minuti di notorietà che, lo zio Andy insegna, non si negano a nessuno!

Non possiamo di certo negare che l’arte di “vendere” è dei grandi affabulatori, dei grandi narratori, perché davvero ognuno di noi crede a ciò a cui vuole credere. Così Jordan parla direttamente con lo spettatore per tutti i 180′ del film, lo porta nel suo mondo, gli espone il proprio punto di vista, sino ad abbattere la quarta parete e a guardarlo negli occhi, rendendo ancora più labile il confine tra realtà e finzione, tra l’essere e l’apparire.

E penso che l’idea di The Wolf of Wall Street è di Leonardo Di Caprio che ha convinto e aspettato Scorsese ed è strano, forse provvidenziale, che la stessa cosa accadde con De Niro e Toro Scatenato.

Insomma, per farla breve (non era mia intenzione scrivere il pippone escatologico da cinefilo hipster, ma forse c’è un cinefilo hipster in ognuno di noi!), la Praderio ha dimostrato ancora una volta di non aver visto il film e di aver fatto un copia/incolla da Wikipedia!

Se non avete ancora visto il film, lasciate stare la Praderio e le mie pippe mentali e correte al cinema, perché The Wolf of Wall Street è un trip stupefacente! La fotografia brillante e a tratti allucinante, il montaggio serrato e puntuale, la regia…beh, è Scorsese, devo farvi un disegno?!?! Forse, a mio modesto parere, è un’anticchietta sotto a The Departed, ma è universalmente noto che io nutra una passione sconsiderata per questo film, quindi potrei essere di parte, ma se il cinema italiano fosse anche solo un’unghia di quello di Scorsese, beh, sarei una donna felice! Peccato per Leo che forse non riuscirà a vincere l’ambito Oscar neanche quest’anno e con un’interpretazione perfetta (ma quando mai non lo è?!). Lui che avrebbe dovuto vincerne 2 (perché uno sarebbe stato troppo poco!) per The Aviator (altra passione senza controllo!) si vedrà sottrarre la statuetta da un Matthew McConaughey che proprio quest’anno doveva svegliarsi dal letargo artistico per interpretare Dallas Buyers Club! Però, diciamocelo, come si può non amare Leo che balla in smoking?!

35c6b4251b94f0d7_leo_dance_1_.xxxlarge

Annunci

18 risposte a “New car,caviar,four star daydream,think I’ll buy me a football team…ovvero…”The Wolf of Wall Street” è stupefacente alla faccia di chi gli vuole male!

  1. Ho visto il film giusto ieri sera e, che dire… Martin Scorsese è la vera star del film, percettibile in ogni momento e capace di spingere lo spettatore dentro il vortice allucinato della pellicola…
    Poi l’interpretazione di Leo è stata realmente eccezionale (come sempre), e quest’uomo si merita davvero tutto il nostro amore e la nostra devozione, alla faccia degli stupidi premi che non vogliono arrivare! (E a proposito, potrei aver riso più del dovuto sulle scene con McConaughey…XD)

  2. “oh no she didn’t!!!” ma quella avesse parlato una volta di cinema… UNA! CAZZO!!!! continuiamo nella nostra missione di denial per quanto sia impossibile -.-
    ancora mi ricordo il fomento la scorsa primavera “Oddio ma.. ma sta parlando di Refn!!! ..ah no che scema, ovvio… la Kristin Scott Thomas è più famosa” <_<

  3. quello che hai scritto è proprio quello che penso anche io… e soprattutto ho discusso anche io con gente che riferendosi al servizio del tg in cui si parlava delle vittime, sosteneva che il film fosse un’esaltazione del personaggio. Ma proprio noooo… Ovviamente non conoscono gli altri film di Scorsese, su tutti “Quei bravi ragazzi”. ripeto, ottima interpretazione (la tua) e quella di Leo! 🙂

  4. Sto leggendo solo commenti ultrapositivi di questo film e ciò è un MALE, perchè mi sto creando aspettative così alte che – già lo so – quando lo vedrò ne resterò invariabilmente deluso…
    Cmq Scorsese + Di Caprio sono una garanzia, imho. Qualche film non proprio riuscitissimo l’hanno fatto, ma un buco nell’acqua MAI.
    Che DIo preservi in salute il primo e convinca il secondo a tornare sulle scene dopo l’inaspettato ritiro…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...