[4 Chiacchiere con Cineclan] [I mestieri del cinema]…ovvero…All your ‘secret wishes’ could right now be coming true. intervista a Caterina Colombo e Corrado Serri

A volte il caso è strano…sono qui a revisionare questa fantastica intervista e il mio shuffle ha ben pensato di mandare Elliott Smith senza preavviso…a volte le “macchine” ci conoscono meglio delle persone, ma capirete alla fine di questa intervista perché…
Ora bando ai miei pensieri random e andiamo a conoscere per la nostra stratosferica rubrica “I mestieri del cinema” Caterina Colombo e Corrado Serri che sulla carta d’identità alla voce ‘professione’ hanno scritto (rullo di tamburi) “direttore della fotografia”. Dovete sapere che noi di Cineclan abbiamo una passione mica tanto latente per i direttori della fotografia. Noi li vediamo lì con i loro fuochi, con i loro diaframmi, con i loro spallacci e ci vengono gli occhi a stelline e cuoricini!
Abbiamo conosciuto Caterina e Corrado durante una festa a casa dell’emisfero maschile di Cineclan, ma soprattutto abbiamo avuto la fortuna di lavorare con loro per le 4 settimane più folli in giro per l’Europa che una malata di cinema potesse desiderare.
Ma ora che abbiamo ripercorso il viale dei ricordi, andiamo a dare il nostro benvenuto a Caterina e Corrado e a iniziare questa nuova “puntata” di “4 Chiacchiere con Cineclan – I mestieri del cinema”!

– Per chi ha visto Boris, il direttore della fotografia è Duccio che apre tutto e smarmella, ma a parte gli scherzi, svelateci l’arcano: chi è il direttore della fotografia?
Caterina: È quello che lotta contro la smarmellatura come Don Quijote contro i mulini a vento.
Corrado: Boris chi?

– Cosa vi ha spinto verso la fotografia?
Caterina: Prima di tutto verso il cinema, mio padre. Era un appassionato, mi ha cresciuto a Woody Allen e Charlie Chaplin e poi mi ha regalato la sua Pentax reflex. Se devo calcolare il giorno in cui ho capito che mi piaceva la fotografia è il giorno in cui ho aperto un libro di Duane Michals, un fotografo visionario e dotato di tanta immaginazione, una specie di Gondry della fotografia. Poi ho unito le due passioni cinema e fotografia ed ecco che è successo.
Corrado: Una ragazza.

– Come si diventa direttore della fotografia? O almeno voi come lo siete diventati?
Corrado: Sono laureato in Storia dell’Arte all’Università di Cagliari e diplomato in Fotografia alla Scuola Civica di Cinema di Milano. Un mio insegnante, bravo dop e caro amico, Andrea Treccani, mi ha aiutato a trovare il primo lavoro come aiuto elettricista in una serie tv che mi ha permesso di spostarmi a Roma, dove poi grazie alla Panalight ho iniziato la gavetta nel reparto mdp cominciando dal ruolo di video assist. Ai fini della conoscenza della luce, trovo che lavorare a stretto contatto coi corpi illuminanti sia più formativo che con la mdp. Ho notato che all’estero ci sono molti dop che vengono dal reparto elettrico, mentre qui da noi è raro, la maggior parte vengono dalla macchina da presa. Allo stesso modo, lavoro ogni tanto con un dolly grip che ha una sensibilità e un talento nel comporre l’inquadratura degni dei migliori operatori di macchina. Infatti è quasi sempre impegnato sui film americani. Più che altro lo incontro al bar.

– Il primo direttore della fotografia con cui ho lavorato una volta mi disse che se avessi voluto passare al reparto fotografia, avrei dovuto prima imparare a fare i carichi (di pellicola..oramai preistoria!). Voi cosa consigliereste a un esordiente che voglia intraprendere la vostra carriera?
Caterina: Quando mi fanno questa domanda mi viene sempre in mente quello che ha risposto Wim Wenders alla mia amica Gaia, quando ho avuto la fortuna di filmare una sua intervista al regista: “This” ha detto lui, puntando il dito sull’obiettivo della mia telecamera. Io ho seguito il suo consiglio.
Corrado: La pellicola ancora non è preistoria.  Molti dei film che oggi sono candidati agli Oscar sono stati girati in pellicola, e si vede! Mi vengono in mente American Hustle, Captain Phillips, 12 Anni Schiavo, The Grandmaster, Inside Llewyn Davis, e anche La Grande Bellezza. Ci sono registi che non hanno ancora girato un fotogramma digitale nei loro film: Spielberg, Tarantino, Nolan, Van Sant. The Walking Dead è girato in super 16, come anche Black Swan e The Wrestler. JJ Abrams girerà in pellicola anche il prossimo Star Wars (non che questo sia una garanzia, e speriamo che si ricordi che le spade laser non danno lens flare).

Detto ciò, l’unico consiglio che mi permetto di dare è di non fermarsi mai su un metodo o uno stile che sia dogmatico e che limiti le possibilità narrative del tuo regista, e che gli attori e la scena ti offrono. Studiare ogni giorno e avere una profonda conoscenza tecnica è fondamentale, però poi la fotografia non è solo rapporti di contrasto, profondità di colore e continuità fotografica, ma è anche vedere attraverso un vetro appannato, accorgersi dell’arcobaleno che la benzina fa in una pozzanghera o rimanere incantato dalla luce rossa dello stop che la macchina davanti fa sulla ragazza che hai accanto. E poi girare il più possibile, che sia con un telefonino o con una Panavision, un documentario o un’intervista, non fa differenza per me, l’importante è sentire un legame profondo per quello che si ha di fronte. Vabbè, magari con un telefonino no, abbiamo già dato.
E infine – una delle cose oggi più difficili – non svendersi troppo quanto inizieranno a pagarti, perché, non dimentichiamolo, il cinema non è un hobby per studenti o figli di papà, ma un bellissimo lavoro con cui le persone danno da mangiare ai propri figli.

– Avete dei modelli tra i direttori della fotografia?
Caterina: Dio, che con una sola luce porta il film a casa, meglio di chiunque altro.
Corrado: Roger Deakins per l’etica del lavoro, il talento e il coraggio che traspare da ogni sua immagine e  da ogni sua parola. Christopher Doyle per la vita privata.

– Se vi proponessero di cambiare reparto, quale scegliereste?
Caterina: Probabilmente il Catering. Si mangia davvero male sui set. Di sicuro potrei migliorare la situazione.
Corrado: Segretaria di edizione, ma solo se potessi fare reparto con Giulia Distefano in modo da farla sentire meno sola e parte di un team.

– E ora (siamo stati seri troppo a lungo!), una domanda di gossip! Lavorate spesso insieme e siete una coppia anche nella vita. Com’è essere compagni di set? Come vi dividete il lavoro?
Caterina: Serissimi. Essere compagni di set è semplicemente lavorare insieme. Come facciamo a casa, ci dividiamo le mansioni in base a quello che preferiamo fare o a chi dei due è più ispirato sul momento. Ci confrontiamo e creiamo qualcosa insieme. Però è più divertente e gratificante che fare le pulizie di casa.

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– Parlate di lavoro anche a casa o mdp, manfrotti e kino flo restano fuori dalla porta?
Corrado: L’unica cosa negativa del lavorare insieme è che non c’è nessuno che ti fa trovare la cena pronta quanto torni a casa. A casa si discute più che altro se fare la carbonara o il seitan, e su chi poi dovrà lavare i piatti. Sono argomenti ben più gravi, no?
Per fortuna in realtà fin’ora abbiamo lavorato insieme solo per colpa di Lorenzo Corvino. Caterina ha girato i suoi cortometraggi quando erano studenti, poi quando lei non era disponibile perché è stata via mesi su una serie tv, le ho fatto le scarpe  girando con lui alcune pubblicità e video musicali. Quando Lorenzo ha girato WAX, il suo film d’esordio, ci ha offerto di lavorare insieme perché se avesse dovuto scegliere tra di noi sarebbe andato in tilt come Joshua, il computer di War Games, ma anche perché due al prezzo di uno quando gli ricapita, e in fondo in fondo anche perché ci stima e ci vuole bene.
Caterina: È un interesse comune quindi capita di parlare di nuove telecamere sul commercio o di carrelli, lenti e adattatori, ma nello steso modo in cui si parlerebbe di un nuovo gruppo musicale o di un bel posto da visitare prossimamente.

– Progetti per questo 2014 appena iniziato?
Corrado: Potrei dirtelo, ma poi dovrei ucciderti. O forse uccidermi.
Caterina: Cucinare ottimi dolci senza burro, uova e latte, e lavorare il più possibile fuori dall’Italia.

– “L’Architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi sotto la luce.” (Le Corbusier) Vale lo stesso per il cinema?
Corrado: Preferisco “Pain is temporary, Film is forever” (W. Herzog)
Caterina: Mia madre aveva una chaise longue di Le Corbusier in salotto. Fin da piccolissima l’ho vista sotto molte differenti fonti di luce, ma la cosa che mi ha sempre colpito è che, pur avendo una forma poco invitante, era molto comoda. Se trovavi un modo per non farti cadere le braccia dai lati.Il cinema è un po’ così in Italia. Non parlo delle sale, ma dei set. Per quanto riguarda la fotografia, è indubbiamente un gioco di luce e giocare è sempre stata la cosa che amo di più.

E infine… il Cineclan game! Diteci 3 film, 3 libri, 3 canzoni e 3 serie tv che hanno influenzato la vostra vita e che vorreste consigliare ai lettori di Cineclan.

Corrado: I Quattrocento Colpi, Irma Vep, In The Mood for Love.
Altri Libertini di Pier Vittorio Tondelli, Frammenti di un Discorso Amoroso di Roland Barthes, Bambino Bruciato di Stig Dagerman.
Ti dico tre dischi: Revolver dei Beatles, Figure8 di Elliott Smith e In The Mountain in The Cloud dei Portugal The Man.
The Wire, Californication, Misfits, Utopia, Mad Men, Sherlock, Black Mirror, True Detective. Sono tre, giusto? E hai notato la sciccheria e la spocchia di avere omesso Lost, 24 e Breaking Bad?

Caterina: The Goonies di Robert Zemeckis, Annie Hall di Woody Allen, Smoke di Wayne Wang. Tre a caso, ma potrei andare avanti per pagine e pagine.
Peter Pan di James Mattew Barrie, ha influenzato la mia intera esistenza e non smette di farlo; La Metafisica Dei Tubi di Amélie Nothomb; Un Giorno Verrò A Lanciare Sassi Alla Tua Finestra di Claudia Durastanti
Canzoni: This Charming Man degli Smiths, Runaway dei National, Dark Parts di Perfume Genius.
Serie TV: True Detective, Death Note – è un fumetto ma anche una serie a cartoni animati che consiglio vivamente -, Misfits.

Salutiamo e ringraziamo Caterina e Corrado e vi invitiamo a dare un’occhiata al sito di Corrado e a al promo di La Strategia delle formiche di cui Caterina ha curato la fotografia…alla prossima settimana!

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4 risposte a “[4 Chiacchiere con Cineclan] [I mestieri del cinema]…ovvero…All your ‘secret wishes’ could right now be coming true. intervista a Caterina Colombo e Corrado Serri

  1. “JJ Abrams girerà in pellicola anche il prossimo Star Wars (non che questo sia una garanzia, e speriamo che si ricordi che le spade laser non danno lens flare).” –

    E fu così che rimasi bloccata su questa riga a ridere per sempre… XD

      • Rieccomi, con un pizzico di ritardo ;D (finalmente ho smesso di ridere e posso comportarmi da personcina seria!)
        Volevo solo dire che trovo quest’intervista, così come l’intera rubrica, interessantissima.
        Pur essendo un’appassionata, non mi capita spesso di entrare a contatto con chi questo mondo lo vive veramente. Trovo che questa prospettiva “dall’interno”, con l’esperienza di chi effettivamente sta “dietro lo schermo” per professione, sia davvero un approfondimento importantissimo e un arricchimento fondamentale per chi ama questo universo.
        I miei complimenti, as usual…
        Ormai sono una fedelissima di CineClan!!! ;D

      • Grazie,tesoro! ❤
        E' importante per me sapere che quello che scrivo,grazie soprattutto al lavoro che faccio,possa far comprendere meglio com'è vivere davvero questo lavoro che per me resta il lavoro più bello del mondo!

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