I remember one evening in the pouring rain and in my heart there was an aching pain…ovvero Academy ti odio per aver snobbato Inside Llewyn Davis!

E ti ritrovi alle 3.30 di notte a pensare a come, nonostante le dovute proporzioni e differenze, Inside Llewyn Davis parli della tua vita…ad eccezione del gatto ovvio!vlcsnap-2013-05-12-12h10m16s23
E ti chiedi perché l’Academy l’abbia snobbato, nonostante il Grand Prix Speciale della Giuria a Cannes e la risposta è abbastanza ovvia…se l’Academy non ti facesse rodere per alcune scelte non sarebbe l’Academy!
I fratelli Coen sono andati a segno di nuovo con me, perché Joel ed Ethan o li odi o li ami e io propendo sempre per l’amore!

Sinossi: A proposito di Davis, il nuovo film di Joel ed Ethan Coen, racconta una settimana nella vita di un giovane cantante folk che si trova davanti a un bivio, mentre cerca faticosamente di farsi strada nel mondo musicale del Greenwich Village del 1961. Llewyn Davis (Oscar Isaac), chitarra al seguito, stretto nella sua giacca nel tentativo di difendersi dallo spietato inverno newyorchese, è tormentato da ostacoli che sembrano insormontabili, alcuni dei quali creati da lui stesso. Affidandosi alla generosità di amici e sconosciuti per vivere in città, arrabbattandosi con lavori qualsiasi, Llewyn parte per un viaggio che lo porterà dalle ‘baskethouses’ del Village (i caffè newyorchesi in cui i musicisti vengono pagati dal pubblico con soldi raccolti in un cestino) ad un club deserto di Chicago – un’assurda odissea per un’audizione con un potente impresario musicale – e poi di nuovo indietro a New York. (ComingSoon)

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La parabola esistenziale di Llewyn Davis, racchiusa in una settimana, è la parabola di un sogno che stenta ad esistere, è la storia di un aborto esistenziale.
Ci sono due modi di far morire un sogno. Un sogno muore quando lo realizzi, ma noi umani che non accettiamo la morte per quello che è, ovvero parte imprescindibile della vita, non la consideriamo una morte. Beh, sfatiamo questo mito: i sogni nascono quando li sogniamo la prima volta e muoiono quando li realizziamo oppure quando non si realizzano, quando li abortiamo, li abbandoniamo.
E i sogni, la maggior parte di essi, si realizzano solo nell’armonia, nell’unione con l’altro. Ecco perché il sogno di Llewyn non si realizza, almeno non nei 105 minuti del film, perché non trova l’armonia giusta o meglio l’ha persa e il peso di quella perdita se lo porta dietro nel suo peregrinare per New York.
“L’uomo è un animale sociale”, non esistiamo se non in relazione all’esistenza di coloro che ci circondano: la famiglia, gli amici, gli amori…ecco le cose che ci definiscono, che rispondono in parte alla domanda esistenziale per eccellenza ovvero “Chi sono?!

Jean rinfaccia a Llewyn di non pensare al futuro, di non avere progetti, ma non capisce che è la contingenza a impedirgli di pensare al futuro! I 200 dollari sporchi, maledetti e immediati invece delle royalties future, perché ORA gli servono i soldi per l’aborto della stessa Jean non domani!

Llewyn cerca di affrancarsi dalla contingenza da solo, per sfuggire a un confronto e a un paragone che lo vedono sempre perdente: con il padre nella marina mercantile, con Mike nella musica, con Jim nell’amore…ma tutti continuano a chiedergli se sia figlio di Hugh Davis; tutti continuano a rimpiangere Mike, morto suicida; Jean continua a rinfacciargli quel figlio che se fosse di Jim sarebbe perfetto!inside-llewyn-davis-oscar-isaac
Anche andare via da New York non porta a nulla, perché se ti manca l’armonia, ti mancherà comunque ovunque tu vada e sarà lampante per chiunque sappia riconoscerla, come Bud Grossman, l’impresario di Chicago.

E per un gatto di nome Ulisse che torna a casa, ci sarà sempre un Llewyn che non saprà dove tornare, se non all’inizio…in un eterno ritorno dell’uguale. La profonda e sarcastica malinconia che pervade tutto il film si ripercuote sulla fotografia, il vero diamante di questa pellicola, una fotografia calda e luminosa come le foglie morte autunnali che spazzano i marciapiedi. Il senso della musica e della vita sta tutta in quei chiaroscuri persi tra le volute di fumo delle sigarette di locali piccoli e fatiscenti dove una canzone “se non è mai stata nuova e non invecchia mai, è folk”.

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4 risposte a “I remember one evening in the pouring rain and in my heart there was an aching pain…ovvero Academy ti odio per aver snobbato Inside Llewyn Davis!

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