In the hushing dusk under a swollen silver moon…ovvero…”True Detective” e le liste.

Oramai siamo giunti a un’età e a una consapevolezza (dire maturità sarebbe troppo anche per noi!) estetica da non guardare più le serie tv per partito preso o a caso, ma stiliamo una lista di pro e contro sulla base della quale effettuare la nostra scelta salvo poi mandare tutto al diavolo e scegliere alla Renè Ferretti!
Lo stesso procedimento è stato applicato per la visione di True Detective, l’ultima serie della HBO con  Matthew McConaughey e Woody Harrelson. Andiamo ad analizzare brevemente i pro e i contro per onestà intellettuale, mica per darvi l’ennesima conferma che la normalità non è di questo mondo!

True_Detective

Pro:

  • è una serie targata HBO e amare la HBO è cosa buona e giusta, dato che ci ha dato nel corso degli anni: Sex & the City, Oz, I Soprano, Six Feet Under, True Blood (almeno le prime stagioni), ma soprattutto RomeGame of Thrones, quindi come si può non amarla?!?!
  • Woody Harrelson, che a noi sta tanto simpatico sin dai tempi di Larry Flynt e Natural Born Killers (c’abbiamo dei problemi, lo sappiamo!)
  • la scarsa voglia di guardare Captain Phillips,
  • l’infinito hiatus delle nostre serie tv a causa di quella boiata delle Olimpiadi Invernali (non hanno ragion d’essere…poi in Russia!)

Contro:

  • la durata…solo 8 episodi…praticamente una sveltina o meglio un’ora di preliminari senza arrivare al fantomatico dunque! Anche se questa è una caratteristica fondamentale della HBO ovvero sedotta e abbandonata!
  • Matthew McConaughey e il suo talento ritrovato. Ammettiamolo, siamo stati spinti da un pregiudizio, ma se l’anno scorso abbiamo riabilitato ai nostri occhi il manzo Affleck, non è detto che dovremmo rifarlo quest’anno con McConaughey, non siamo mica l’Ente per la salvaguardia dei manzi incompresi!
  • la storia dei due poliziotti troppo coinvolti in un caso in odore di serial killer è qualcosa di già sentito, già visto, anche basta, no?!?
  • ve l’abbiamo detto che c’è Matthew McConaughey e ci rode ancora un po’ il culo per la storia degli Oscar?!

E dinanzi a questa (pseudo)parità, la palla è stata messa a centrocampo e come bravi cani da tartufo siamo andati alla ricerca di quel particolare che ci conferisse l’incarico di studiare il fenomeno…e l’abbiamo trovato! E pensare che la risposta era lì, dinanzi ai nostri occhi stanchi ovvero la risposta era Nic Pizzolatto, il creatore della serie.
La curiosità (o deformazione) professionale ha vinto, perché in fin dei conti Pizzolatto era un docente universitario e scrittore prima di  True Detective…come minchia ha fatto alla sua prima sceneggiatura (di una serie tv poi!) ad accalappiare la HBO, a convincere McConaughey e Harrelson a diventare produttori esecutivi e a diventare egli stesso l’idolo di mezzo mondo dopo solo il pilot?! E allora ci siamo piegati al volere degli déi antichi e nuovi e abbiamo guardato il pilot e a seguire i restanti 5 episodi e ora siamo in astinenza e in attesa degli ultimi due episodi con la consapevolezza che non è la storia a fare grandi le serie tv (e il cinema), ma la costruzione del racconto, la fotografia, l’interpretazione e abbiamo riscoperto perché ci piacciono gli spoiler, perché crediamo fermamente nella distinzione tra sorpresa e suspence e noi preferiamo di gran lunga quest’ultima, soprattutto declinata alla Hitchcock, ovvero non ci interessa la risoluzione del caso ma COME si è giunti alla soluzione! E poi ricordate che a volte gli spoiler salvano la vita!

true-detective-poster

Cosa abbiamo imparato dalla visione di True Detective sino a ora? Tantissime cose e dato che vi piacciono tanto i nostri elenchi, eccone un altro!!!

  • I cervi sono gli animali preferiti dei serial killer, così se qualcuno che conoscete afferma di amare i cervi, beh, chiamate la protezione animali e aiutateci a salvare queste povere bestie dallo sterminio! Ogni riferimento anche ad Hannibal è PURAMENTE casuale!
  • Le sigle della HBO sono bellissime, perfette e fanculo il minimalismo postmoderno! Hanno inoltre la capacità di scegliere dei brani che ti entrano nel cervello e non ti abbandonano neanche ascoltando il peggior neomelodico! Date un’occhiata a quella di True Detective e poi ne parliamo…The Handsome Family – Far From Any Road

  • Matthew McConaughey è dannatamente bravo, maledizione! Ecco, l’abbiamo detto e non lasciatecelo ripetere, please! Abbiamo salvato il manzo incompreso anche quest’anno e speriamo di saltare il turno l’anno prossimo. Il personaggio di Rust Cohle sembra essere perfetto per la pelle di Matthew, se l’è fatto aderire come un abito su misura di Armani. La cinesica, la mimesi facciale, la postura, l’intonazione della voce, insomma tutto il lavoro attoriale di McConaughey concorre a rendere Rust uno dei personaggi più affascinanti mai scritti. Senza aggiungere che il tipo psychic (la dislessia regna sovrana!) fa emergere la crocerossina che è in ognuna di noi!
  • Il nichilismo pessimistico di Rust è la nuova frontiera del pensiero debole, così come lo è l’ottimismo indebolito di Marty. Il rapporto tra Rust e Marty rappresenta una riflessione sulla labilità delle categorizzazioni del postmoderno.
  • True Detective è una profonda disamina sulla eterodossia della distinzione tra realtà e finzione. La costruzione del racconto del salvataggio dei due bambini nella fattoria e dell’uccisione del maggior sospettato ovvero Reggie Ledoux si gioca su due piani paralleli e contraddittori tra loro: quello del racconto orale e quello del racconto visivo. Possiamo davvero affermare che le immagini siano il resoconto VERO di ciò che è accaduto? O è meglio considerarli entrambi “narrazione” ovvero “finzione”?
  • Una Louisiana così sporca, paludosa, infingarda e traditrice non si vedeva da tempo, merito soprattutto di una fotografia livida, emaciata, quasi “pestilenziale”.
  • Siamo degli esteti e quindi la “forma” del racconto ci fa venire la pelle d’oca e True Detective ha un corpo orgasmico: pensate al finale del quarto episodio: un piano sequenza di 6 minuti interamente costruito sulla percezione del personaggio di Rust. Una costruzione millimetrica tra continuità spaziale e fotografica, un gioco delle parti tra interno/esterno, luce/ombra, pieno/vuoto.

  • I costumisti sono dei geni sadici, perché la maglietta dei Pink Floyd indossata da Marty nella 1×05 è un colpo basso al nostro debole cuore di fangirl!
  • Le donne, quando ci si mettono, sono delle stronze figlie naturali di Lady Macbeth e Agrippina! (ogni riferimento alla moglie di Marty è puramente casuale!)

E allora l’appuntamento è fissato tra due settimane, quando applicheremo le parole the end a True Detective e calerà il sipario sulla Louisiana…

true-detective-mondo-poster-full-hbo

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19 risposte a “In the hushing dusk under a swollen silver moon…ovvero…”True Detective” e le liste.

      • Ti sto prendendo in giro eh!? 🙂 mi intriga quella serie (anche perchè ambientata nel Sud degli USA che mi esalta…ormai molti film sono ambientati a New Orleans..).
        Ti faccio sapere. Intanto ho finito Sons of Anarchy… 😉

      • Volevo scrivere un post al riguardo ehehe… comunque provo a riassumere il concetto per punti:
        *) serie è veramente bella. Ambientata bene (anche se in una costante primavera eheheh) e con buon ritmo (e si vede che Sutter è stato anche la mente dietro The Shield… ha portato una pacca di attori di T.S: in SOA).
        *) personaggi eccezionali, tutti quanti. Ho solo qualche dubbio su Tara (che dopo un pochino non sopporto più con i suoi occhioni sempre in modalità, mah?! e una leggera caduta di Juice – dopo un pochino il rimorso e la lacrimosità erano eccessive).
        *) mi piace che le stagioni si aprono e si chiudono in un’unica stagione ma che abbiano connessioni con la precedente e poi la successiva. Ci sono serie monotematiche o che si autoconcludono sull’episodio.
        *) troppo forzata, a volte, nel suo voler creare sempre il caso, il danno, il SOA vs. TUTTI… ma capisco che deve esserci azione. Forse qualche volta un pochino troppa.
        *) nemici dei Sons mi piacciono, il procuratore (quello con barbetta, non mi ricordo il nome) che incastra Juice è leggermente fastidioso. Unica nota: la polizia di Charming ed in generale su SOA è sempre e comunque leggermente ignorante e meno pronta che i SOA. Disparità acclarata e troppo manifesta…. avrei preferito un maggior equilibrio.
        *) colonna sonora ottima. Mi piace il cambio di title-track per gli episodi a Belfast (che è perennemente immersa nella pioggia ahahahah).

      • Sull’eterna primavera potrei solo dirti che siamo in California,ma sinceramente il fattore atmosferico l’ho sempre dato per scontato devo ammetterlo!XD
        Ma sei arrivato alla sesta stagione?No,perché se non sei arrivato alla fine della sesta stagione posso capire il tuo commento su Tara,altrimenti ripenso a lei e piango!
        Aspetto di leggere il tuo post allora! 😀

      • Ho finito tutto, sono arrivato alla sesta. Ok, il finale è imprevedibile (anche se c’erano dei segnali che portavano a immaginarlo così… niente spoiler!! ehehe) ma comunque, nonostante una maggiore verve nell’ultima serie, non mi convince tantissimo (l’ho preferita, quasi, nei panni della dirigente del centro commerciale in Mad Men).

        Si, ok, so che è California… ma non c’è scarto nel meteo neanche a morire ehehehe. Sono pignolo 😛

        Il mio post non riesce a venire fuori… mi blocco… boh… O__O

      • Ecco, questo potrebbe essere un motivo.
        Ah, e io pensavo per il buon Jackie-boy… (lo ammetto, il personaggio di Chibs mi esalta… soprattutto per la parlata iper-scozzese che ha… Jackieeeeee-boyy, this place is fan-tastic ahahahahh)

      • Jax è uno dei motivi e sì,Chibs è uno dei miei preferiti,così come lo è la terza stagione,soprattutto perché io amo l’Irlanda…e prima o poi mi trasferirò lì e aprirò un pub…stereotipo,ma funzionale!

      • Ah, immaginavo per Jax (ahahahaha). Chibs è fenomenale come parla. Mi piace il ruolo. Ma tutti sono ottimi attori e ottimi caratteristi 🙂
        La terza mi è piaciuta, oscura e violenta. E diversa dalle altre. L’Irlanda è stupenda, tempo a parte 😀 ehehe

  1. serie che mi intriga da matti…
    Ti confesso che ho letto solo la prima parte del tuo post, perchè la seconda mi sembrava un po’ troppo spoilerosa…
    Però c’è una cosa che hai scritto all’inizio e che mi sento di sottoscrivere IN TOTO:
    “non è la storia a fare grandi le serie tv (e il cinema), ma la costruzione del racconto, la fotografia, l’interpretazione ”
    e mi sento di aggiungere: I PERSONAGGI.
    Ci sono alcune serie TV che si reggono solo sul carattere del protagonista, sui suoi lati oscuri, sui suoi difetti, sul suo carisma. Qualche esempio:
    – Tony Soprano (I Soprano)
    – Walter White (Breaking Bad)
    – Don Draper (Mad Men)
    – Dexter Morgan (Dexter)
    – Luther (Luther)
    – Patrick Jane (The Mentalist)
    – Sherlock Holmes (Sherlock)
    e potrei proseguire ma mi fermo che sennò divento noioso..

    ciaooooo

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