This is a man’s world…ovvero…di quote rosa,diritti negati e “Piccole Donne”…

Provengo da una famiglia matriarcale a prevalenza femminile. Quando mia sorella ha scoperto di aspettare un maschio è rimasta un po’ delusa, perché avrebbe voluto una femmina. Io no. Io ero lì ed ero, sono felice che sia un maschio, perché così forse avrà una vita più semplice. Non più facile, quello no, solo più semplice.

Si è molto discusso (e polemizzato) in questi giorni sulle quote rosa  bocciate in Parlamento e sull’indignazione delle parlamentari. Io invece non sono indignata da questa bocciatura, anzi forse sono contenta, perché se avere le quote rosa vuol dire avere in Parlamento più Santanché, Carfagna e gente simile, beh, anche no, grazie! Quando smetteremo di parlare di “quote” e inizieremo a parlare di persone, allora forse potrei essere d’accordo, ma prima delle quote rosa vorrei aver diritto ad alcune piccole cose che, a quanto pare, le Parlamentari Italiane non conoscono o fingono di non conoscere:

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  • Il diritto all’equiparazione degli stipendi tra uomo e donna: sì, perché qualcuno mi deve spiegare come avessi 5 anni perché in termini economici la vita (lavorativa) di un uomo vale 453 mila euro e quella di una donna 231. Sono dati ISTAT, non numeri al Lotto che mi ha dato la buon’anima di mia nonna in sogno! L’ISTAT ha anche calcolato che il lavoro non retribuito di una donna, ovvero i lavori domestici, l’accudimento dei figli, ha un valore pari a 431 mila euro, ma nessuno li considera lavoro, vero?
  • Il diritto all’autodeterminazione: sì, perché ogni bambina deve poter divenire chi e cosa vuole essere, senza sentirsi dire “questo è un lavoro da maschio!”, senza essere scrutata come un animale raro e pericoloso e senza sentirsi poi apostrofare, una volta raggiunto il suo obiettivo, con l’odiosa espressione “è stata la prima donna ad aver…”.
  • Il diritto all’aborto: sì, perché se non possiamo avere il controllo sul nostro corpo, allora il resto, tutto il resto è inutile! Perché se nel 2014 dobbiamo leggere ancora storie come quella di Valentina, abbandonata a se stessa durante un aborto terapeutico, allora non è cambiato nulla! Un aborto non è mai semplice per una donna, sia che il figlio sia desiderato, sia che non lo sia. Un aborto è un trauma fisico e psicologico, ma non è previsto nessun supporto psicologico per le donne. Rispetto il diritto del personale medico all’obiezione di coscienza, nonostante non lo condivida, ma PRETENDO che venga rispettato il mio diritto a un trattamento sanitario giusto al momento del ricovero! Cosa non rispetto? Quei medici che sono obiettori di coscienza negli ospedali pubblici ma non nelle cliniche private. Conosco molte storie di donne a cui è stato “suggerito” di rivolgersi a strutture private per ottenere un diritto sancito dalla Legge 194. Voglio avere il diritto di essere favorevole all’aborto senza che qualcuno mi urli contro “stupratela,tanto poi abortisce“.
  • Il diritto alla maternità: sì, perché essere madre deve essere una scelta consapevole che va sostenuta in uno Stato Sociale quale dovrebbe essere l’Italia. Pretendo il diritto alla maternità senza dover subire mobbing sul lavoro, senza dover compiere sacrifici che ledono la mia persona e quella del mio nascituro. Pretendo asili nido statali che attuino graduatorie giuste e non di convenienza. Pretendo di non essere discriminata, additata, giudicata o vessata solo in quanto madre.
  • Il diritto alla salvaguardia della mia persona: sì, perché PRETENDO il sacrosanto diritto di vestirmi come mi pare e piace e di poter camminare per strada senza paura e terrore. Voglio essere salvaguardata nella mia sicurezza personale senza divenire un fatto di cronaca. Voglio che si inaspriscano le pene per violenza domestica e stalking o almeno che la legge non si limiti a redarguire i carnefici, chiunque esso sia…padri, mariti, compagni, ex compagni o semplici conoscenti.
  • Il diritto all’adozione: sì, perché si può essere madri anche senza avere un compagno. Si può amare un figlio anche se non l’hai partorito nel dolore.

Solo quando avrò DAVVERO questi diritti, allora forse sarò favorevole alle quote rosa in Parlamento…sino ad allora…

A me non sembra logico dire che siccome le donne sono buone dovrebbero votare. Gli uomini non votano perché sono buoni, votano perché sono maschi. E le donne dovrebbero votare non perché siano angeli e gli uomini siano animali, ma perché siamo degli esseri umani e cittadini di questo Paese.

(Jo March, Piccole Donne)

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4 risposte a “This is a man’s world…ovvero…di quote rosa,diritti negati e “Piccole Donne”…

  1. Ho trovato molto stucchevole tutto il discorso sulle “quote rosa”, infarcito di tanto bigottismo e della solita retorica all’italiana.
    Concordo con te sul fatto che sancire “per legge” le quote rosa sarebbe una sconfitta, un po’ (perdonami il paragone un po’ iperbolico) una traduzione in rosa della legge 104… Cazzo siete donne, mica portate un handicap!!!

    PS: quando mia moglie rimase incinta la prima volta e scoprimmo che era una bambina, lì per lì ci rimasi un po’ male, ma solo perchè desideravo tanto poter crescere un figlio milanista… in capo a pochi giorni però ero entusiasta e quando è rimasta incinta la seconda volta volevo a tutti i costi che fosse una femmina, e grazie a dio è stata così eheheheheheheheheh

    • Esatto!Noi donne a volte siamo trattate come handicappate!Non c’è neanche il politicamente corretto del “portatore di handicap”!
      Per quanto riguarda il figlio maschio milanista…beh,anche mio padre l’avrebbe voluto e invece gli sono capitate 3 femmine milaniste…che si sono strappate i capelli sin da piccole per quei colori…se ti raccontassi i pianti per il Milan!

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