[4 Chiacchiere con Cineclan][I mestieri del cinema]…ovvero…Measuring a summer’s day I only finds it slips away to grey:Intervista a Matteo Albano

Torna “4 Chiacchiere con Cineclan”, torna “I mestieri del cinema” e questa volta con un’intervista davvero speciale, perché è stato difficile beccare il protagonista di questa settimana! Non è colpa sua…è solo che è sempre impegnatissimo e in giro per il mondo con il lavoro più bello che mente umana (la nostra!) possa concepire. Sì, perché dobbiamo ammetterlo: se la produzione non fosse la nostra missione, a noi piacerebbe fare l’Aiuto Regista, perché forse è l’unico ruolo che riesce a coniugare arte e mestiere, regia e produzione.

Se siete stati al cinema nei mesi scorsi a vedere due bei film italiani quali Smetto Quando Voglio di Sydney Sibilia e Tutta Colpa di Freud di Paolo Genovese il suo nome non vi sarà nuovo. Noi abbiamo avuto il piacere di lavorare con lui e di imparare da lui un po’ di più come si fa questo strano mestiere, perché quando noi eravamo ancora in giro a vendere caramelle sfuse, lui aveva già un negozio tutto suo…signore e signori, Matteo Albano.

regista

– L’abbiamo chiesto a tutti i nostri ospiti (perché si sa, la curiosità è donna!) e di certo non possiamo esimerci dal chiederlo anche a te…descriviti con una frase!
“…Urka, urka, firulero oggi splende il sol…”

– A nostro modo di vedere, l’aiuto regista è un’entità mitologica, a tratti futurista…metà uomo e metà macchina da guerra, ma nella realtà cosa fa davvero?
Purtroppo non è facile raccontarlo in poche parole. Per riassumerlo nel modo più sinottico possibile, forse potremmo metterla così: l’Aiuto Regista è colui che pianificando il lavoro e dirigendo la troupe, mette in condizione il Regista di dare motore.
Più specificamente, potremmo dire che si occupa di tradurre in forma pratica l’idea e la volontà del Regista, coordinando i processi organizzativi e di messa in opera.
Nella fase di preparazione, è l’Aiuto che organizza e traduce le scene del copione in giornate di lavoro, estrapolando dalla sceneggiatura tutte le necessità atte alla messa in scena: dalla presenza dei personaggi al fabbisogno di scenografia, dal numero delle comparse alle alle note di trucco, costume e dei vari altri reparti. Tutto questo viene messo a confronto con i desideri e le fantasie del regista e discusso con la produzione. Da questo processo nasce il cosiddetto “Piano di Lavorazione”, che regolerà lo svolgimento delle riprese, calendarizzando l’impegno degli attori, delle locations e di tutti i vari annessi e connessi…
Per quanto riguarda il set, potremmo pensare all’Aiuto come al “braccio” laddove il Regista è la “mente”. Una volta illustrata la sua idea di messa in scena, il Regista la discute con i suoi diretti e principali collaboratori (D.o.p., Operatore e, appunto, Aiuto Regista). Quindi, passa la palla all’Aiuto Regista che, coordinando i vari reparti, si occupa di mettere in atto la suddetta idea ottimizzando tempi, costi ed energie.

– Come si arriva a fare l’aiuto regista? Tu come ci sei arrivato?
Purtroppo non esistono scuole che insegnino il lavoro dell’Aiuto che, per quanto tecnico, rimane come tutti i mestieri del cinema un “mestiere artigianale” che si tramanda da “maestro” ad “apprendista”. Esistono dei manuali più o meno validi, ma come tutti i mestieri artigianali, l’unica vera scuola è quella che si effettua sul campo. In genere si comincia con un periodo di apprendistato (la cosiddetta “gavetta”…) in cui si viene assunti a titolo gratuito come volontari o “stagisti” e che può variare nella durata a seconda della predisposizione del soggetto, delle sue note caratteriali e della reale volontà di andare a fondo nell’intenzione: molto spesso mi è capitato di vedere letteralmente scappare dal set volontari anche molto motivati, ma che messi di fronte alla realtà del lavoro si sono accorti che il “mondo del cinema” non è poi così dorato…
Una volta passato questo, si diventa “Assistenti alla Regia” di ruolo, rimanendo alle dirette dipendenze di un Aiuto Regista (ancora una volta per un periodo che varia a seconda delle circostanze, ma che senz’altro si traduce in anni più che in mesi…) finchè, accumulate un certo numero di esperienze e credenzialità, si è pronti per proporsi come capireparto.
Per quanto mi riguarda, ho lavorato come volontario per un periodo di nove mesi prima di esordire come “Assistente alla Regia”, ruolo che ho svolto per più di otto anni fino ad essere promosso sul campo. Questo succedeva più di dieci anni orsono. La regia, più di tutti gli altri reparti, richiede una lunga gavetta: l’Aiuto Regista è letteralmente il capo della troupe e iniziare senza un giusto periodo di apprendistato sarebbe come voler dirigere un azienda senza conoscerne i processi di produzione.

– Tre pregi e tre difetti del tuo lavoro…

PREGI:
1) Non sai mai cosa farai domani…
2) La possibiltà di viaggiare. Questo è senz’altro l’aspetto migliore per quanto mi riguarda. Grazie a questo lavoro mi sono trovato in luoghi che difficilmente avrei visto in altro modo. Non riesco a pensare a nessun’altro mestiere che ti metta in contatto in modo così profondo e totalizzante con realtà e culture così diverse tra loro.
3) E’ un lavoro a contratto: chiuso il progetto, ognuno per la sua strada. Questo significa che il gruppo di lavoro cambia e si rinnova ogni volta, favorendo quindi la possibilità di nuovi incontri ed esperienze diverse. Insomma se ti trovi male con qualcuno dei tuoi collaboratori, non devi passarci fianco a fianco tutta la vita…

DIFETTI:
1) Non sai mai cosa farai domani…
2) Orari a volte devastanti. Si arriva come niente a 14/15 ore di lavoro al giorno.
3) I sopralluoghi di domenica!!!

– Se ti chiedessero di cambiare reparto, quale sceglieresti?
La scenografia probabilmente.

– La tua carriera parla da sola e sarebbe troppo lunga da ripercorrere in questa sede, allora ti chiediamo solo il tuo ricordo più bello di un set.
Ne ho di meravigliosi ed è davvero difficile sceglierne uno. Forse l’alba sull’Annapurna, a 6000 metri in Nepal…

– Cosa sogna di fare da grande Matteo?
L’astronauta…

– Oramai sei nel giro da un po’ di tempo…come vedi il cinema italiano oggi? C’è ancora speranza per la cultura cinematografica in Italia?
Non apriamo questo capitolo, per carità. Si è già detto troppo e ancora di più sul declino di una delle più grandi cinematografie del mondo. Ma la speranza non muore mai, no?

– Un bilancio del 2013 e i progetti per il 2014
Una buona stagione di campionato, speriamo il prossimo anno nello Scudetto.

– “La televisione crea l’oblio, il cinema ha sempre creato dei ricordi”…secondo te aveva ragione Jean-Luc Godard?
Godard, purtroppo per lui, non ha fatto in tempo a vedere cose come Black Mirror, Dr. House, Game of Thrones, True Detective, Top Of The Lake, The Killing, Vikings, Klondike, Death comes to Pemberly, eccetera, eccetera, eccetera….

E infine… il Cineclan game! Dicci 3 film, 3 libri, 3 canzoni e 3 serie tv che hanno influenzato la tua vita e che vorresti consigliare ai lettori di Cineclan.
…eccetera, eccetera, eccetera…

E con questa nota di “colore”, vi salutiamo, assicurandovi che le serie tv citate sono state scritte da Matteo e non sotto nostra coercizione! E’ solo che sono delle signore serie tv…e se non le avete ancora viste, correte a bearvi di loro!
Alla prossima intervista!

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2 risposte a “[4 Chiacchiere con Cineclan][I mestieri del cinema]…ovvero…Measuring a summer’s day I only finds it slips away to grey:Intervista a Matteo Albano

  1. Ti ho già detto che adoro questa rubrica??? Beh, allora mi ripeto perché trovo davvero che sia una delle cose più interessanti che ho letto da un po’! Uno scorcio sul mondo del cinema dal punto di vista degli addetti ai lavori… Brava! 😉

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