Planet Earth is blue and there’s nothing I can do… Ovvero… La vita è un’altalena tra la gioia per il Golden Globe a Leo e la tristezza per la perdita di David Bowie…

Ieri avrei voluto allietare la vostra giornata con il mio esilarante resoconto dei Golden Globes. Avrei voluto raccontarvi di Kate e di come ricordassi alla perfezione l’abito che indossava nel 2009 per la storica doppietta. giphyAvrei voluto raccontarvi del mio sgomento dinanzi a Lady Gaga vestita come una di noi e dello sconcerto per la sua vittoria. Avrei voluto farvi ridere con gif della scena più trend topic della serata con un Leonardo Di Caprio mattatore. Avrei voluto disquisire con voi del perché The Martian fosse stato inserito nella categoria Film Commedia. Avrei voluto parlarvi del mio urlo di gioia alla vittoria di Leo e al pensiero che Lubezki si porterà a casa il terzo Oscar consecutivo per la fotografia di The Revenant e invece… Invece non ho fatto nulla di tutto  questo, perché ci sono eventi che fermano tutto anche solo per pochi istanti e restano nella mente e nel cuore a lungo, a volte per sempre.
Ci sono stati eventi così nella mia vita di cui non ho mai scritto, di cui non ho mai neanche parlato, ma ho capito che scrivere aiuta a esorcizzare la paura e il dolore e il vuoto. Serve a capire che quel coacervo di ricordi, paure, amori, dolori rende noi “noi“, quello che siamo. Chi siamo davvero.
Ho incontrato per la prima volta lo zio David quando avevo all’incirca 12/13 anni grazie a una collana di cd venduti in allegato a un noto settimanale italiano. Dieci cd di musica che hanno riempito quell’estate e che inconsapevolmente sono stati una delle mie (tante) educazioni sentimentali. E’ così che ho scoperto Van Morrison, B.B. King e LUI… Scoperto consapevolmente, perché è stato solo allora che ho associato un nome, un viso a una voce, a un’emozione. E per me da allora lo zio David è stato Space Oddity. Quel ritmo, quella melodia, quella chitarra, quella voce, quella malinconia. Lo spazio come il mare, come la vita, pronto a inghiottirti.
E fu allora che mio padre mi parlò di lui come il Duca Bianco. E nella mia mente di preadolescente quel soprannome si associò inevitabilmente a lui… Come Vandelli era il Principe, Rivera l’Abatino e il mio Van Basten il cigno di  Utrecht, così David Bowie era il Duca Bianco. Sono passati oltre 20 anni da quell’estate e nel corso degli anni Life on Mars? è stata Trainspotting a teatro nel 2010 e Starman una delle mie rare esperienze con i talent italiani. Ziggy Stardust la mia cover preferita degli AFI, Heroes la colonna sonora di così tanti film da averne perso il conto… Rebel Rebel il sesso in tutta la sua più semplice e pura bellezza in un Don’t ya. Ma lui, lo zio David, David Bowie in tutta la sua essenzialità, nel suo essere parte di me, sarà sempre e inesorabilmente Space Oddity

I’m stepping through the door
And I’m floating in the most peculiar way
And the stars look very different today
For here am I sitting in my tin can
Far above the world
Planet Earth is blue
And there’s nothing I can do

Annunci

4 risposte a “Planet Earth is blue and there’s nothing I can do… Ovvero… La vita è un’altalena tra la gioia per il Golden Globe a Leo e la tristezza per la perdita di David Bowie…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...