I said I know it’s only rock ‘n roll,but I like it… Ovvero… “Vinyl” dello zio Martin e dello zio Mick…

E a quasi due settimana dalla conclusione di Welcome to our nightmare, forse è giunto il momento di rivelare l’ultimo segreto ovvero quello che ha spinto Zeus e me a intraprendere quell’avventura meravigliosa… Avete notato che abbiamo terminato il 14 febbraio? Beh, mettetevi l’anima in pace… Non c’entra nulla San Valentino e l’amore e i baci perugina… No, noi del 14 febbraio volevamo celebrare la premiere di Vinyl! Ok, ok, le vedo già le vostre espressioni rassegnate nel constatare per l’ennesima volta il nostro essere intrinsecamente cazzari inside, ma come si fa a non voler celebrare una serie tv sull’industria musicale degli anni ’70 ideata da Martin Scorsese e Mick Jagger?! Come si può non avere gli occhietti a stelline e cuoricini dinanzi a cotanta prospettiva di bellezza?! Beh, se avete un rimedio a questo fangirlismo, passatemelo sotto banco, altrimenti lasciatemi dire che Vinyl è stupefacente… In tutti i sensi! Dopo mille peripezie, avventure in terra teutonica, narcolessia dirompente e chi più ne ha, più ne metta, ho finalmente visto il pilot e… Cazzo se ne valeva la pena! Prendete il miglior Scorsese, quello di Toro Scatenato e Quei bravi ragazzi, prendete la musica, QUELLA musica, mescolatela con la conoscenza dello zio Mick e con una scrittura superba e avrete Vinyl in tutta la sua bellezza di quasi 120 minuti di pilot… Un film praticamente! Se non fosse per la meravigliosa prospettiva di altri 9 episodi e il rinnovo per una seconda stagione.

Il Richie Finestra interpretato da Bobby Cannavale è tipicamente scorsesiano nel suo essere intrinsecamente un loser. Nonostante i soldi e il successo, tutto gli sta sfuggendo irreparabilmente dalle mani, perché il peggior nemico di chiunque è se stesso e Richie non fa eccezione. Lui ci prova a essere una bella persona, ma non è nelle sue corde. È come chiedere a un pesce di volare e per quanto si possa impegnare, non ne sarà mai capace… Ma c’è una cosa che nel bene e nel male salva Richie… Sempre… Ed è la musica, il suo orecchio musicale, quel quinto senso e mezzo di dylaniana memoria che gli fa scorgere il talento… E quello, signori miei, è un dono… O ce l’hai o non ce l’hai, non si può barare.

Circondato da perfetti idioti come solo Scorsese sa descriverli, Richie si muove su un crinale pericoloso tra l’essenza e il business della musica. Su quel crinale scosceso dove i sogni si confondono i compromessi. Dove l’aspirazione a essere “altro” viene ancorata a doppio giro al fango della vita. Siamo a New York nel 1973, baby, cosa vuoi di più dalla vita? Forse solo il secondo episodio che mi aspetta come un 33 giri aspetta solo la puntina per portarti… “Altrove”…

Ps. Ma poi… Quanto sono fighi gli opening credits?! Parliamone! ❤

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13 risposte a “I said I know it’s only rock ‘n roll,but I like it… Ovvero… “Vinyl” dello zio Martin e dello zio Mick…

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