Starting from zero got nothing to lose, maybe we’ll make something… Ovvero… “Veloce come il vento” e quella voglia di correre…

Ho aspettato 10 giorni 10 a parlare di Veloce come il vento per far scemare l’esaltazione, ma questa non è andata via, anzi è qui che cova sul fondo dello stomaco come il dolore dopo un pugno. Chi bazzica da queste parti da un po’ di tempo sa che non sono stata una grande fan del cinema nostrano negli ultimi anni. Quelle dannate “due camere e cucina” a rovinare il nocciolo delle storie, quei drammi urlati in camere chiuse e private, quelle beghe sentimentali svilite da nessun guizzo registico. Perché, come non mi stancherò mai di ripetere citando Borges, “Quattro sono le storie. Per tutto il tempo che ci rimane, continueremo a narrarle, trasformarle” e allora trasformiamole, giochiamoci, immergiamole in contesti diversi, altrimenti è inutile star qui a scriverne, parlarne, guardarle!
Ecco da dove nasce l’esaltazione degli ultimi mesi. Suburra, Alaska, Lo chiamavano Jeeg Robot, WAX – We Are the X (fatemi essere egocentrica per una volta!) e ora Veloce come il vento sono film italiani che finalmente allargano l’orizzonte e lasciano respirare lo sguardo e l’anima e lo stomaco. E allora lasciamola correre quella cazzo di macchina, spingiamo quel dannato acceleratore. Perché di disperati veri ne sono rimasti pochi davvero e la famiglia è il più grande mistero che resta ancora da scandagliare. Perché non puoi scegliertela, la famiglia. E’ il caso ad assegnartene una. Il caso… I credenti pensano a un dio nell’alto dei cieli, ma dev’essere un dio abbastanza cinico e sadico quello che sta all’ultimo piano. Perché ogni famiglia è disgraziata a modo suo e la famiglia De Martino è una famiglia disgraziata che sa di asfalto e di olio motore e gomma bruciata. Perché nessuno ci ferisce mai tanto quanto un padre o una madre o un fratello. Perché Veloce come il vento è un romanzo di formazione. E’ la storia di una bambina divenuta adulta troppo presto. E’ la storia di un ragazzo che finalmente diviene uomo. E non c’è redenzione, non c’è pentimento. I De Martino sono quello che sono. Solo che imparano a esserlo insieme. E’ solo l’amore a redimere i peccati. Quell’amore che ti fa dimenticare i difetti e ti fa perdonare gli errori. Quell’amore che non ti cambia la vita, ma te la fa vivere meglio. Quell’amore che ti fa finalmente dire fanculo a tutto quello che non sei in grado di sopportare, perché hai solo 17 anni e un collo da colibrì e sai che non puoi farcela da sola. Quell’amore che è affidarsi a qualcuno perché ti sostenga quando stringi un volante e corri o solo quando sei ubriaca e sei semplicemente te stessa anche solo per una notte.
Veloce come il vento è stato anche il mio amore ritrovato per uno Stefano Accorsi in stato di grazia. E’ stato anche scoprire la naturalezza di Matilda De Angelis e il suo quasi scomparire in quella tuta da corsa, come se la sua stessa vita la inghiottisse. Veloce come il vento è stato anche quella dannata voglia di correre a fari spenti nella notte. Quel contatto con la strada. Il rombo del motore e il piede a schiacciare l’accelerato sino a farlo sparire. Quella sensazione di libertà e di felicità che provi mentre guidi da sola. Come se tutto quello che tieni chiuso dentro, quel dolore che si deposita sul fondo dello stomaco e diviene bile acida e corrosiva, si sciogliesse e si perdesse nel vento della notte. Perché quando sali in macchina e stringi il volante talmente forte fin quasi a far divenire le nocche delle mani bianche, ti basta correre per sentire la tensione abbandonare le spalle e rilassarsi. Ti basta correre e sentire il vento che riempie l’abitacolo. Ti basta il rumore del motore e la radio accesa per sentirti bene, per essere felice… Anche solo per il tempo di una corsa.

“Nostro signore del sangue che corre nel buio delle vene, reggi il mio braccio sul volante, regola la forza dei miei piedi su accelleratore e freno. Proteggimi e fa che niente mi accada.”

Girl, you’re still hurt
You’re still hurt
To find your ease
Until I speak
You’re all alone, your faith
So Unsafe, so unsafe

You’ve only had a chance
To change the world around you
And there’s nothing left to say
That you keep on fighting, fighting
That you think, that all this
It’s worth it, worth it, worth it
Till the end
Oh, till the end

Girl, you’re still here
Still alive
You’ll find your way
And the right place

You’re holding on the light
Holding tight, you’re alive
You’ve only had a chance
To change the world around you
And there’s nothing left to say
That you keep on fighting, fighting
That you think, that all this
It’s worth it, worth it, worth it

You’ve only had a chance
To change the world around you
And there’s nothing left to say
That you keep on fighting, fighting
That you think, that all this
It’s worth it, it’s worth it, it’s worth it
Till the end
Oh, till the end

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26 risposte a “Starting from zero got nothing to lose, maybe we’ll make something… Ovvero… “Veloce come il vento” e quella voglia di correre…

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