Protect the band.Understand the band.Forgive the band… Ovvero… “Roadies” e un post che mi sarebbe piaciuto scrivere a quattro mani con Zeus…

I think the general public has no idea what roadies do. Bless ‘em all.
I just play the songs.THEY make the show happen.

(Tom Petty)

Inizia così Roadies e già su questa frase la commozione l’ha fatta da padrona, perché in questa frase c’è già tutto lo show. In questa frase c’è Cameron Crowe. In questa frase si respira aria di Almost Famous e c’è tanto Almost Famous in Roadies.
E sì, questo è un post che avrei voluto scrivere a quattro mani con Zeus, perché è lui l’esperto di musica, io sono solo un’esperta di crew. Sono dieci anni che in un modo o nell’altro faccio parte di queste famiglie disfunzionali e allargate e complicate e belle e piene di tutto. Famiglia e ossigeno, ecco le basi della vita per Gooch, l’autista del bus. E forse è davvero così. Perché puoi sentirti fuori posto, puoi sentirti confusa, puoi non sapere dove sta andando la tua vita, ma le tue basi (Kelly Ann docet) sono sempre quelle, l’ossigeno e la famiglia. Di qualsiasi famiglia si tratti. E non ti serve la casa dei sogni per sentirti a casa. Sei già a casa, come diceva la mia Penny Lane in Almost Famous. Essere in tour non vuol dire non avere radici. Essere su un set non vuol dire non sentirti a casa. We’re rolling stones, baby, and we like it!
Insomma, Cameron Crowe torna a parlare di quello che conosce meglio e lo fa alla grande. Lo fa mettendo insieme Bob Dylan e una strada di notte. Lo fa citando come fossero amici i Lynyrd Skynyrd, i Pink Floyd e Us and Them, i Pearl Jam. Lo fa scegliendo come song of the day I wish I was sober dei Frightened Rabbit.

The best of me left hours ago so
Shove it right into my mouth and let me smolder
Fallout and the damage done
I can’t un-sing the things I’ve sung
Still not giving up though
I wish that i was sober
Forgive me I can’t speak straight
Forgive me I can’t
Forgive me it’s far too late

E’ Cameron Crowe innamorato della musica. E’ Cameron Crowe innamorato del suo lavoro. Sono io innamorata del mio lavoro come Shelli. E il motto di Shelli, production manager della Staton-House Band, “Proteggi la band. Comprendi la band. Perdona la band” è un po’ il mio motto… Quando hai voglia di mandare a fanculo qualcuno, fermati, respira, pensa all’obiettivo e ripeti il mantra, fai partire L’avvelenata di Guccini, fuma un paio di sigarette e vai avanti. Perché puoi fare il mio lavoro solo se lo ami, solo se senti quella scintilla dentro di te. Solo se sotto la merda quotidiana riesci a scorgere quel puntino di luce che ti fa affermare “Ma la musica è bella e si conoscono persone meravigliose“. Solo se ti senti bene e a casa quando risolvi problemi che la gente intorno a te non sa di avere, in modi che loro non possono comprendere. Solo se ti svegli pensando al tuo lavoro e ti addormenti pensando al tuo lavoro. Solo se per te resta il fottuto lavoro di merda più bello del mondo.

O ami quello che fai o te ne vai a fanculo
(Kelly Ann)

Imogen Poots as Kelly Ann in Roadies (Pilot).- Photo: Katie Yu/SHOWTIME

Imogen Poots as Kelly Ann in Roadies (Pilot).- Photo: Katie Yu/SHOWTIME

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31 risposte a “Protect the band.Understand the band.Forgive the band… Ovvero… “Roadies” e un post che mi sarebbe piaciuto scrivere a quattro mani con Zeus…

  1. Amica mia, questo è veramente il post da Both Sides… se avessi visto il film, ovvio.
    Ma c’è dentro una carica incredibile. Una Penny al 100%… perciò così sia, in solitaria.
    E io mi riprometto di guardarlo ‘sto film

  2. Che dire, sono stato parte di una Road Crew per due anni e posso assicurarti che aspettassi questa serie con molto entusiasmo. Anche perchè c’è il solito C.C. dietro uno che di On-The-Road e backliners sembra davvero capirne e averne il meraviglioso feticcio. E poi stare dietro le quinte è pesante ma affascinante, è bello che qualcuno lo racconti. In particolare se quel qualcuno è Crow.

      • Non male, amica mia, non male.
        Forse un po’ troppo virato al “sentimentale” e con quella sensazione di “bei tempi andati”. Che non guasta, mi fa rientrare un p0′ nel mood di Almost Famous.
        Però Vinyl era più crudele, più cinico e brutto e schifoso…

      • Lo so, ma parlano tutti e due della stessa cosa. La musica vista da dietro le quinte… che siano i roadies o i produttori.
        Sono anche due concezioni diverse della musica stessa: uno guarda il punk e tutta la musica dura… il secondo ha un piglio sempre AOR/soft rock etc etc.
        Sono due concezioni di musica diverse.

      • Ehehehehehe.
        Io son fatto così, non riesco a staccare alcune cose… si parla di musica e mi si accende il radar 😀

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