Skyfall is where we start a thousand miles and poles apart,where worlds collide and days are dark… Ovvero…”Skyfall” e la caduta degli déi…

Ieri sera ho rivisto Skyfall e mi sono resa conto di non aver mai parlato della tetralogia interpretata da Daniel Craig qui su Cineclan (controllando i tag ovviamente!). Come ho fatto a essere così stupida e sbadata?!
Partiamo da un assioma fondamentale: a me James Bond, il personaggio, l’icona Bond non piace. Non mi è mai piaciuto. Mi ha sempre dato l’impressione di uno che se la sentisse molto calda e a me quelli che se la sentono calda stanno un po’ sulle tube di Falloppio. Certo, James Bond può sentirsela caldissima (se non lui, chi?!), ma a mio avviso sino a Casino Royale resta un cartonato che se la sente calda. Mai una piega nell’abito sartoriale su misura, mai una macchia sulla camicia inamidata. Insomma un’icona bidimensionale. La rivoluzione attuata nel ciclo interpretato da Daniel Craig invece permette finalmente all’icona di divenire uomo. Il Bond di Craig sanguina (minchia se sanguina!), piange, lotta e perde sempre, anche quando vince. Perde tutto James, meno che se stesso, quello che lo rende Bond, quella resilienza che trova il proprio apice proprio in Skyfall. Skyfall uccide James e fa risorgere Bond. Skyfall è tutto giocato sulla caduta degli déi, sulla perdita, sulla caducità dell’esistenza e delle cose umane, sul trascorrere inesorabile del tempo. Il crepuscolarismo di Skyfall dona un Bond empatico e vero, un Bond che fa i conti col tempo che passa, col passato, con se stesso. Ed è destino che tutto si compia a Skyfall dove tutto ebbe inizio. E’ destino che il nemico più ostico sia Silva, perché Silva è lo specchio di Bond, l’altra faccia della medaglia, il lato oscuro di un’inquietudine esistenziale che ha in M il proprio fulcro, in quella figura materna putativa che entrambi si sono scelti (o per meglio dire, che li ha scelti). Ed è proprio nel rapporto con M che si compiono le idiosincrasie tra Bond e Silva, perché dove Silva “personalizza” la scelta di M di sacrificarlo e ne fa l’oggetto della propria vendetta, Bond razionalizza (nella sua umanità) e perdona, perché M ha solo fatto il proprio lavoro. Premere o non premere il grilletto, la scelta. E almeno con James, M ha fatto un ottimo lavoro ed è con queste parole che lo (ci) lascia… “Almeno una cosa l’ho fatta giusta“… donando a James l’imprinting di cui aveva bisogno, oltre al bulldog…”– E’ il suo modo di consigliarti di passare dietro una scrivania? – No, il contrario
Spectre chiude la tetralogia. Un film imperfetto Spectre. Bello, ma non catalizzante come Skyfall. Serve a chiudere il cerchio. E a giungere a una conclusione, la sola possibile, simile a quella della prima stagione di True Detective. In Spectre Bond porta a termine la propria missione personale iniziata in Casino Royale. Vendica Vesper, vendica M e si ritira, idealmente passa il testimone al prossimo interprete di 007, perché un solo eroe non può catturare tutti i cattivi del mondo. Può solo catturare i “propri” cattivi e ora tocca a qualcun altro portare il peso del mondo…

Noi non siamo più ora la forza che nei giorni lontani muoveva la terra e il cielo: noi siamo ciò che siamo, un’uguale tempra di eroici cuori infiacchiti dal tempo e dal fato, ma forti nella volontà di combattere, cercare, trovare e non cedere mai.
(Alfred Tennyson)

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12 risposte a “Skyfall is where we start a thousand miles and poles apart,where worlds collide and days are dark… Ovvero…”Skyfall” e la caduta degli déi…

  1. Non ho visto “Quantum of Solace”, ma degli altri tre penso che “Skyfall” sia il migliore.
    “Spectre” penso sia più che altro una summa di tutto l’universo bondiano; se vogliamo ha tutto al posto giusto come inserimenti, ma nel complesso l’ho trovato un film abbastanza banale (piano sequenza iniziale escluso) e senz’anima.

    Complimenti per l’articolo 🙂

    • Sono d’accordo e come dicevo, Spectre è lì perché una “chiusura” era necessaria, ma “Skyfall” è molte spanne sopra.
      Ps. Il piano sequenza iniziale di “Spectre” però è forse uno dei momenti di cinema più belli egli ultimi anni.

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